“Ricordati di me…” – Alfredo Costantino, profeta in patria… e fuori

alfredo costantino_amarcordConsueto appuntamento con la rubrica al sapore di “amarcord” curata dal nostro Aurelio Fulciniti.

È difficile essere “profeti in patria” nel calcio, e ancora di più in una realtà come quella del Catanzaro, dove poco o nulla viene perdonato. Alfredo Costantino, nato a Soveria Simeri (Catanzaro) il 29 febbraio 1964, professione centrocampista, ha avuto fortuna: “Calcisticamente sono cresciuto nella Folgore, società composta per lo più da ragazzi del rione Stadio, con giocatori che con più fortuna avrebbero raggiunto traguardi calcistici anche superiori ai miei.  Uno era  Stefano Gallo, che ci ha lasciato proprio su un campo di calcio a 5, sport di cui  era secondo me il re assoluto. Mi portò dagli Allievi della Folgore alle Giovanili del Catanzaro il signor Mario Guarnieri, detto don Mario,  grande  talent scout del calcio, scopritore anche di Pino Lorenzo, Roberto Borrello e Gaetano Fontana.  Non so se a Catanzaro esiste una via o piazza intitolata a Guarnieri, ma don Mario meriterebbe più d’un encomio solenne”.

 

Dopo la trafila con la Berretti e la Primavera, arriva l’esordio in Serie B, in casa contro il Perugia, la prima di quattro presenze nel campionato 1985/86. E anche nella stagione successiva, con Claudio Tobia allenatore e una meritatissima promozione in B, ci sono altre 7 presenze. E un gol, che ancora oggi Costantino smentisce di aver segnato. “La partenza fu problematica, perché dopo una decina di giorni lasciai il ritiro di mia volontà, per una questione di principio. Non avevo un carattere facile e questo non mi ha aiutato affatto, da calciatore. Ma ho contribuito alla promozione in serie B e ricordo una partita in cui, sulla Gazzetta del Sud, il mitico Vito Macrina mi diede un 10 e lode. Neanche a scuola ero abituato a prendere dei voti così alti. Ma il ricordo più bello fu il ritorno di Massimo Palanca, in casa col Benevento, quando segnò tirando fuori dal suo cilindro uno scatto che sembrava impossibile alla sua età. Come tutti, dentro lo stadio, gridai a squarciagola la mia felicità. Anche io segnai, contro la Reggina, nel derby che pareggiammo in trasferta per 1-1. Ma devo precisare, come feci onestamente allora, che il gol fu in realtà di Carlo Caramelli”.

 

Nel campionato di Serie B 1987/88, Costantino gioca con continuità, totalizzando ben 33 presenze. “Mister Vincenzo Guerini mi diede la massima fiducia, anche se non avevo nessuna esperienza a quei livelli. Quella stagione è una ferita aperta. Ci scipparono la Serie A con torti arbitrali  e decisioni assurde. Ricordo il gol di Monelli della Lazio al 95’, quando il recupero a quel tempo era al massimo di un minuto. Per non parlare del Bologna al “Dall’Ara” che segnò mentre Masino il massaggiatore e  il dottore Martino soccorrevano Marco Rossi infortunato da una ginocchiata del portiere avversario. Con quella promozione in Serie A la storia del Catanzaro sarebbe stata senz’altro diversa”.

 

E poi, grande emozione, quando un giorno entra in campo da titolare a San Siro in Coppa Italia contro l’Inter. Il Catanzaro perde 4-1, ma il risultato è l’ultima cosa a cui pensare: “Entrare a San Siro, per un giovane come me, era come atterrare sulla luna senza bombole d’ossigeno. Poi giocare contro i vari Altobelli, Zenga e Tardelli, un sogno. Perdemmo, ma non demeritammo affatto, con l’elogio di mister Giovanni Trapattoni. Appena finita la gara, andai a chiedere di scambiare la maglia con Marco Tardelli, il quale,  dispiaciuto, mi disse che le nuove maglie tardavano ad arrivare e quindi dovevano preservare quelle esistenti. Trapattoni, che era vicino a noi, mi disse che la maglia di Marco me l’avrebbero spedita. Avreste dovuto vedere la mia faccia quando, aprendo il pacco, mi trovai nelle mani la maglia numero 8 di Tardelli. Oltre che dei campioni, nella vita bisogna essere degli uomini, nel senso più alto del termine. Posso dire che Tardelli e Trapattoni  sono tra questi”.

 

E il presente? “Vivo in Australia, a Melbourne, da sei anni.  Ci sono arrivato facendo dei campus con la Roma insieme a Ramon Turone e Tato Sabadini. Qui ho allenato varie squadre di Prima Divisione, tra cui i  Bulleen Lions, il club da dove è partito Mark Bresciano, che ha giocato in Italia nel Parma. Ho avuto la fortuna di allenare e sviluppare Mathew Leckie, che proprio quest’anno ha  giocato  i Mondiali in Brasile con la maglia dell’Australia. La sua quotazione attuale si aggira tra i 7 e i 10 milioni di euro. Collaboro con varie squadre di A-League, ed attualmente alleno un’altra squadra di Prima Divisione, il Fawkner Blues.  In più, sono riuscito finalmente a portare qui a Melbourne la grande ex calciatrice Carolina Morace, che dopo aver allenato per 5 anni la Nazionale maggiore femminile italiana, e poi quella canadese, ha il desiderio di fare un’esperienza qui in Australia, un po` come  Alex Del Piero”.

Ma il cuore è sempre in Italia e più precisamente a Catanzaro, con un saluto al presidente, Giuseppe Cosentino: “Voglio ringraziarlo, perché  ha ridato una dignità a chi quei colori li ha sempre amati”.

 

Aurelio Fulciniti (dal n.7 ANNO III de “Il Giallorosso” – Catanzaro vs Barletta)

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