Amarcord Interviste Primo Piano

“Ricordati di me…” – Marco Lo Pinto, il romanaccio

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Marco Lo Pinto_amarcordConsueto appuntamento con la rubrica al sapore di “amarcord” curata dal nostro Aurelio Fulciniti.

Centrocampista, quasi vent’anni di carriera, dal 1985 al 2004, cinquantuno gol segnati, buon rigorista, Marco Lo Pinto è nato a Roma il 3 maggio 1968. “Ho iniziato nella squadra del mio quartiere, l’Alessandrino, a sud di Roma. Poi sono passato alla Pro Calcio Italia che all’epoca era il quarto settore giovanile più importante della Capitale, dopo Roma, Lazio e Lodigiani. Dopo le giovanili, sono passato nella Pro Cisterna in C/2 per tre stagioni e quindi all’Avellino in Serie B. Ho giocato solo 14 partite, ma ero giovanissimo e l’Avellino di allora era una bella squadra, con Salvatore Bagni, Costanzo Celestini, Danilo Pileggi e Marulla come centravanti. Insomma, una squadra di grande esperienza. Ricordo che venimmo a giocare anche a Catanzaro: finì 1-1 con un grandissimo gol di Palanca segnato quasi da centrocampo”.

Le squadre in cui ha giocato Lo Pinto sono state tante, con buonissime soddisfazioni. E tra una squadra e l’altra, ci sono state anche due stagioni a Catanzaro, distanti fra loro ben cinque anni: “Ho trascorso due stagioni importanti, a Catanzaro. La prima fu nel 1994-95 con Albano come presidente. L’allenatore era Enrico Nicolini. Arrivai in autunno e la squadra, che non lottava certo per la promozione, aveva bisogno di risollevarsi. E riuscimmo a fare un campionato onorevole. Poi andai a Giulianova dove fummo promossi in C/1, quindi a La Spezia, Avellino, Cavese, Cittadella, Giulianova, Campobasso e infine a di nuovo a Catanzaro nel 2001. Facemmo un girone d’andata strepitoso, ma poi per l’impazienza della società l’ambiente si frantumò e a fine campionato non arrivammo neppure ai playoff. Decisiva in questo senso fu la partita di ritorno in casa col Martina, quando pur dominando perdemmo 0-3  e l’allenatore Bitetto fu esonerato. Ma la cosa che non posso dimenticare fu il pubblico. Giocammo cinque partite in campo neutro dopo la squalifica che seguì la partita in casa con la Cavese, quando fu picchiato l’arbitro. Eppure sembrava sempre di giocare in casa. Ricordo la partita a Vibo Valentia contro la Puteolana, dove segnai di testa: uno stadio gremito. E anche quella a Locri con la Juve Terranova: anche lì fu come giocare in casa”.

Marco Lo Pinto 02Come quasi tutti gli ex calciatori, nonché “uomini di campo”, Marco Lo Pinto non ha abbandonato l’ambiente del calcio una volta smessi i panni del giocatore. Ha continuato a rimanere nell’ambiente seppur entrandoci, diciamo così, “dall’esterno” con un’attività collegata: “Oggi mi occupo di calcio giovanile, ma anche di assicurazioni. Sto comunque nell’ambiente, perché faccio le assicurazioni sugli infortuni ai calciatori. Mi vedo ancora con Giglio, Delle Vedove, Gentili e Corazzini, oltre che con Gigi Corino, che vive anche lui qui a Roma e appartiene a un Catanzaro dal passato importante, quello degli anni d’oro della Serie B. A proposito, mi piacerebbe mandare i miei saluti a Masino Amato, il mio ex massaggiatore. Un giallorosso vero, uno che ha sempre vissuto per il Catanzaro. In tanti anni da calciatore, non ho mai incontrato un altro come lui”.

 

 

 

Aurelio Fulciniti (dal n.18 ANNO III de “Il Giallorosso” – Catanzaro vs Paganese)

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