Amarcord Interviste Primo Piano

“Ricordati di me…” – Sergio Di Corcia, goleador per caso

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Di Corcia_amarcordUltimo appuntamento della stagione con la rubrica al sapore di “amarcord” curata dal nostro Aurelio Fulciniti. Arrivederci alla prossima intervista!

Non è nato centravanti né goleador, lo è diventato quasi per caso, ma voleva giocare in quel ruolo ed entrare nel cuore dei tifosi. E c’è riuscito, anche a distanza di anni, perché ancora oggi c’è sempre qualcuno che si ricorda delle sue reti in maglia giallorossa. Umano e sincero nel raccontarsi, Sergio Di Corcia è nato a Foggia il 16 agosto 1976. Ed è un foggiano doc in tutti i sensi, un satanello garantito: “Ovviamente ho iniziato a giocare nel Foggia. Dopo aver fatto tutta la trafila, in un campionato di Primavera segnai ben 29 gol, che mi aprirono le porte della prima squadra. Ho esordito in Serie B nel campionato 1995/96, il primo dopo la retrocessione dalla Serie A. Mi fece esordire Delio Rossi, in casa contro la Reggina: finì 0-0. Una grande emozione, per me che sono tifoso del Foggia, davanti a ventimila spettatori”.

Un esordio coi fiocchi, a cui segue poi una onorevole carriera nei vari gironi e tornei di serie C/1 e C/2. “Andai a Giulianova, dove per due volte feci i playoff per la promozione in B. E poi arrivò la chiamata del Catanzaro. Mi volle il direttore sportivo Cavallaro, che è venuto a mancare nel 2007. Un grande direttore sportivo, ma soprattutto un grande intenditore di calcio: guardava davvero tutte le partite ed era abilissimo nello scovare talenti. Se Gennaro Del Vecchio ha fatto carriera, ad esempio, lo deve a Cavallaro che lo ha scoperto. Prima di venire a Catanzaro avevo giocato in diversi ruoli, ma a Cavallaro lo dissi chiaramente: “Vengo a Catanzaro solo se posso giocare da attaccante”. E la promessa fu mantenuta: segnai 16 gol, ma c’è una data che ricordo ancora oggi, il 17 giugno 2001, la finale playoff persa col Sora. Perdere con quella curva strapiena fu un colpo al cuore. Oggi pagherei per rigiocare quella partita e vincerla. Però mi colpì anche la dignità dei tifosi, alla fine: erano increduli, come lo eravamo noi. E io ero già in parola, in caso di promozione, con Cavallaro e il presidente Mancuso per altri tre anni di contratto, per rimanere a Catanzaro e vincere di nuovo”.

Di Corcia_AMARCORDE oggi, qual è il mestiere di Sergio Di Corcia? “Dopo aver giocato per diverse stagioni in tutta Italia, ho deciso di smettere quando le ginocchia hanno detto stop, diciamo così. E sono arrivato al Foggia, come allenatore in seconda di Pasquale Padalino. Abbiamo ottenuto due promozioni, una in Seconda Divisione e l’altra nella Lega Pro unica. In questa stagione sono stato a Grosseto, sempre con Padalino, ma la nostra avventura è durata appena due mesi e mezzo. Ora sono in attesa, e chissà che non capiti persino a Catanzaro. Magari”.

 

 

 

 

 

Aurelio Fulciniti (dal n.19 ANNO III de “Il Giallorosso” – Catanzaro vs Lupa Roma)

 

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