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“Ricordati di me…” – Catanzaro-Reggina “coast to coast”

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reggina_tifosi_granillo_cozzaPer i tifosi “di vecchia data” è l’autentico derby calabrese. E lo è ancor più di quello contro il Cosenza. In effetti, i motivi per ritenerlo il vero derby non mancano. E sono due, in particolare. Uno sportivo e l’altro, sovente (ma più in passato, anche se da parte “riggitana” c’è ancora qualche motivo di scontro) più legato alla cronaca e alla politica. Sportivamente, è un derby di Serie A, in cui giocano due squadre che hanno lasciato una traccia indelebile nel massimo campionato di calcio italiano. Su un altro versante, è il derby fra i giallorossi del capoluogo di regione e gli amaranto di chi ha sempre aspirato a quel ruolo mettendo in campo una rivalità aspra (i famosi “Moti di Reggio”) e per diversi motivi ingiustificata.

Fino al 1990, i derby fra Catanzaro e Reggina sono stati a rischio dentro e fuori dal campo, con episodi non più accaduti nella storia del calcio italiano. Poi, dopo l’amicizia fra le tifoserie, in un derby finito 0-0 con lo stadio “Ceravolo” gremito, nonostante i giallorossi lottassero in zona retrocessione e gli amaranto per la promozione, è cambiato molto, almeno a livello sportivo. Oggi i tifosi della Reggina possono venire a Catanzaro e assistere tranquillamente alla partita, mischiati fra i tifosi giallorossi, anche perché oggi – è bene sottolinearlo– i tempi calcistici sono grami e avari di soddisfazioni per tutte e due le squadre. Un tale clima di reciproco rispetto si è verificato nell’ultimo derby del dicembre 2014 e sicuramente potrà accadere ancora.

Lillo Foti
Lillo Foti

Ripercorrendo i precedenti, rigorosamente “coast to coast” (vale a dire sia in casa che in trasferta) è d’obbligo partire da una data precisa: mercoledì 25 novembre 1970, campionato di Serie B. Quel giorno, “La Stampa” di Torino titola così: “Si gioca a Firenze Reggina-Catanzaro: la prima partita di calcio “in esilio”. La partita avrebbe dovuto disputarsi il 25 ottobre, ma in una Reggio a ferro e fuoco ciò non fu possibile. A Firenze, davanti ad appena tremila spettatori, ma con sugli spalti gli studenti universitari di Catanzaro e Reggio che avevano compiuto il viaggio insieme, dividendosi le spese, non accadde nessun incidente. La gara finisce 1-0 per la Reggina, con gol di Sironi al 17’-  Nel mese di aprile, avrebbe dovuto disputarsi la gara di ritorno, con il Catanzaro in casa ed in piena lotta per la promozione in Serie A. Ma è del 19 aprile la notizia che la Federcalcio rinvia la partita a data da destinarsi. Corso Mazzini viene bloccato al traffico da più di mille tifosi e si parla addirittura di sciopero generale. Le ruote degli autobus vengono sgonfiate e si ergono barricate a piazza Matteotti, all’ingresso del corso. Un automobilista di Messina che aveva cercato di forzare il blocco viene pestato. Il tutto perché i reggini non volevano che la partita si giocasse a Catanzaro, bensì in campo neutro, come all’andata. Tuttavia, la successiva data dell’incontro, il 3 giugno 1971 a Firenze, viene accettata di buon grado, senza incidenti ma non senza discussioni. Davanti a settemila spettatori, quasi tutti tifosi o simpatizzanti del Catanzaro, è partita vera, per quanto gli amaranto non abbiano più molto da chiedere al campionato. All’11’ la Reggina segna con Bongiorni e il Catanzaro pareggia al 35’ con un rigore di Gori, che risulterà decisivo per la promozione dei giallorossi in Serie A.

Nel campionato di Serie B 1972-73, all’andata si gioca Catanzaro- Reggina, con ventimila spettatori e trenta milioni di incasso. 1-1 il risultato, con reti di Marmo al 42’ per la Reggina e Spelta all’85’ per il Catanzaro.  Al ritorno, il caso vuole che la Reggina debba giocare per il punto della salvezza matematica proprio in casa contro il Catanzaro. Ed è una gara tiratissima, giocata in un clima altrettanto tirato. Il Catanzaro, come da copione in quegli anni (e un po’ meno oggi, in cui regala agli avversari gol di rara stupidità) non lascia nulla agli avversari, in termini di gioco. Al 25’ Franco Rizzo, con una gran botta dai venti metri, porta in vantaggio il Catanzaro. Dopo un secondo gol mancato da Spelta, la Reggina pareggia con l’ex romanista Tamborini. Nel secondo tempo, dopo un palo della Reggina, c’è il nuovo vantaggio firmato da Alberto Spelta. Sugli spalti parte un clima tempestoso, poiché il Catanzaro sta legittimando la vittoria con ulteriori occasioni da gol, quando al 78’ un gol fantasma di Filippi (palla che picchia sotto la traversa e rientra in campo) viene convalidato dall’arbitro per il definitivo pareggio della Reggina.

Fofana nel 2014
Fofana nel 2014

Nel campionato successivo la Reggina scende in B per differenza reti in svantaggio rispetto al Perugia. Del derby, quindi, fra Catanzaro in Serie A e B e Reggina in C/1 e C/2, non se ne parlerà più sino al 1984-85, quando le due squadre si incontreranno in Serie C/1. La partita di andata a Reggio finì 1-1 mentre quella di ritorno terminò, in un’altalena di emozioni. Il primo gol, uno dei 18 segnati in quella stagione, fu opera di Pino Lorenzo, imbeccato in area da un perfetto lancio, concluso con un eccellente diagonale, e seguì il raddoppio di Salvatore Pesce, che prima colpisce il secondo palo a porta spalancata e poi sul rimbalzo raccoglie la palla sul primo e mette in rete. La Reggina arriva poi al pareggio con il gol su punizione di Fracas e il colpo di testa di Franco Mondello. Ma il Catanzaro ribalta in pochi minuti con Iacobelli e Sassarini, su azioni superbamente impostate, come lo erano molte in quel Catanzaro allenato da Giovan Battista Fabbri.

Tutti derby mitici, che fanno parte indelebile della storia del calcio calabrese.

A Catanzaro, l’ultimo derby è stato deciso da Fofana per i giallorossi nel campionato 2014-2015. Domenica, è tempo di un altro derby avvincente.

Aurelio Fulciniti

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