(Ai Playout) SI GIOCA CONTRO… La Vibonese

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Novanta minuti più recupero di fuoco dopodiché il rettangolo verde di gioco darà il suo verdetto. Solo una squadra fra Vibonese e Catanzaro festeggerà la permanenza in Lega Pro. L’altra sarà spedita nell’inferno della Serie D. Il campo di battaglia sarà il “Luigi Razza” di Vibo dove poco più di un mese fa i rossoblu vinsero 2-1. Ma ora è tutta un’altra storia. Le aquile sono in lieve vantaggio grazie al 3-2 maturato all’andata al “Ceravolo”. Una partita pirotecnica e dalle mille emozioni che come prevedibile non ha scombinato l’equilibrio che regna fra le due compagini. Un gol di differenza è un margine esiguo che non permette ai giallorossi di stare tranquilli.

I leoni calabresi sono vivi e forti come affermato dal loro tecnico Campilongo proprio al termine della sfida dell’ex “Militare”.

Mancherà lo squalificato Giuffrida a centrocampo, mentre tornerà Moi al centro della difesa. Si è sentita notevolmente la mancanza del leader della retroguardia rossoblù, specialmente in occasione del 3-2 di Sarao.

Probabile che il mister della Vibonese si affidi nuovamente al 3-5-2 con Russo in porta; Manzo, Sirignano e Silvestri in difesa; Franchino, Legras, Favasuli, Viola e Minarini a centrocampo; Bubas e Sowe in avanti.

Il dubbio è a centrocampo dove Favasuli e Yabre si giocano un posto da titolare con l’ex Pisa che parte favorito. In attacco Bubas avvantaggiato su Saraniti. Il numero diciannove rossoblù ha realizzato un bel gol all’andata ed è più funzionale al gioco di Campilongo. La retroguardia giallorossa dalla sua si è dimostrata vulnerabile sulle verticalizzazioni. Sarà importante chiudere gli spazi specialmente a Viola, autore dell’assist dell’1-1 e del momentaneo 1-2.

Insomma i pericoli non mancano per l’US contro probabilmente la peggiore squadra da affrontare per giocarsi il mantenimento della categoria. I rossoblù dalla loro non perdevano da dieci partite e si sono scoperti non imbattibili.

Sarà una partita che si giocherà sul filo di lana con un episodio che potrebbe fare la differenza.

Novanta minuti e più drammatici di passione e sofferenza, poi sapremo. Non è una gara adatta ai deboli di cuore; può succedere veramente di tutto.

Ferdinando Capicotto

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