“Premio Ceravolo”, gli omaggi di Luciano Spalletti

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Non si è registrato il bagno di folla riscontrato con Capello, Conte o Prandelli, ma il Premio Sportivo “Nicola Ceravolo”, giunto alla sua ottava edizione, va’ consolidandosi, col passare degli anni, come una delle manifestazioni a sfondo socio-culturale (non solo sportivo), più attese.

Quest’anno, dopo altri nomi illustri, è toccato al neo-allenatore dell’FC Internazionale, Luciano Spalletti, ritirare il premio, organizzato da Maurizio Insardà, fin dal 2009, con la conduzione del “tandem” RAI composto da Sabrina Gandolfi e Italo Cucci, “decano” del giornalismo italiano, colui che ebbe l’onore ed il piacere di conoscere personalmente il “Presidentissimo”, Don Nicola, la cui anima, che aleggia nei cieli giallorossi, starà senz’altro soffrendo l’attuale situazione del Catanzaro Calcio, ora che tutto è incerto e rischia di smarrirsi…

Il Teatro Politeama del capoluogo, dunque, ha offerto un pomeriggio di sport, aggregazione, durante il quale diversi sono stati i temi affrontati, perlopiù attinenti al calcio che conta, a quell’olimpo di cui, un tempo, oramai remoto, fece parte anche l’US, quando bastava una stretta di mano per “stipulare” un contratto… un tempo lontano da tutto ciò che impone il presente; un tempo in cui, il compianto Don Nicola (che vive negli occhi e nei cuori dei familiari, presenti al teatro, a cominciare dalla figlia, Mariella), seppe distinguersi per eleganza, stile e per un innato senso paterno nel tutelare i suoi calciatori. Consapevole del significato della kermesse, che va’ ben oltre l’ambito squisitamente calcistico, Spalletti si è detto lieto di ricevere il premio, rivolgendo il suo plauso alla città di Catanzaro, “competente e passionale“, per sua stessa definizione.

 

 

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