Il Punto Interviste

La ripresa in vista del Lecce: avanti così

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Una vittoria che rinsalda le proprie convinzioni, che rinvigorisce lo spirito del gruppo e, in particolare, “lava” via, con un colpo di spugna, mugugni e illazioni nei confronti del tecnico, Alessandro Erra, in risposta dei quali è bastata una buona lettura della partita.

Così come le responsabilità di una sconfitta, molto spesso, sono da addebitare al trainer, verosimilmente, all’allenatore occorre riconoscere il merito d’aver interpretato il match nel migliore dei modi: intanto, la piena “indipendenza tattica” concessa a Letizia, ha generato i frutti sperati, essendo libero di esprimere il suo estro su tutto il versante offensivo, senza dare spunti e indicazioni all’avversario, il quale si è trovato costretto a rincorrere, andando in affanno, il più delle volte. Ma non è tutto: merito ad Erra, per aver “gestito” egregiamente Maita, lasciandolo in panchina al posto di Spighi – autore di una buona prova-, per poi gettarlo nella mischia nella fase cruciale del secondo tempo, allorquando il predominio territoriale è stato evidente, come ammesso dallo stesso mister, in sala stampa, al “Ventura” di Bisceglie. Con i padroni di casa ormai alle corde (solo la realizzazione del penalty avrebbe potuto ringalluzzire gli uomini di Zavettieri, spaesati dopo il gol subito alla mezzora), a servire il ko ci ha pensato Cunzi.

<<Nel secondo tempo abbiamo fatto molto bene – ha affermato il tecnico, nel post-gara-. Ordinati e compatti, ci siamo adattati all’andamento della gara contro un ottimo avversario che è partito con grande ardore. Aver saputo tamponare le sue iniziative ci ha premiati nell’episodio del gol di Letizia, che ci ha conferito convinzione e solidità. Ad esclusione del rigore, non abbiamo subito nulla di pericoloso. Complimenti ai ragazzi, per come hanno interpretato i vari momenti della gara in modo intelligente e maturo, su un campo difficilissimo dove vinceranno in pochi>>, osserva Erra, elogiando la squadra, dopo aver dato atto, doverosamente, dell’organizzazione di un Bisceglie pimpante e propositivo, almeno in avvio, reduce dalla sosta che, forse, ha contribuito a spezzare ritmo e concentrazione. Tuttavia, al cospetto delle qualità di gente come Falcone, Benedetti (nel ruolo di playmaker), Letizia e lo stesso Anastasi (che ha dato peso e centimetri al reparto), i pugliesi sono andati in difficoltà, accusando oltremodo lo svantaggio.

Calma e gesso, però: smaltita la sbornia della vittoria in trasferta (che mancava addirittura da sette mesi), il Lecce bussa alla porta. I salentini, a quota sette punti come il Catanzaro, seppur lontani dalla condizione migliore, ritrovano un minimo di fiducia dopo aver battuto il Rende. Mister Fabio Liverani, che ha firmato poche ore fa, avrà molto da lavorare sul profilo psicofisico dei giocatori e debuttare proprio al “Ceravolo”, non sarà certo una passeggiata. In ogni caso, bravo Magliarulo a condurre la squadra dopo il “maremoto” della scorsa settimana (le inaspettate dimissioni di Rizzo, che hanno fatto seguito alla disfatta di Catania).

Sabato sera, dunque, si prospetta una sfida a tinte giallo e rosse, veramente infuocata.

 

 

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