Andria, Dionigi avverte: “La gara più difficile, ma non dovremo sbagliare prestazione”

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Il miglior auspicio che si possa fare a questo Catanzaro – oltre a recuperare, finalmente, tutti gli effettivi in rosa- è quello di incarnare lo spirito battagliero del suo tecnico. Tratto somatico tipico di chi, fino a “ieri”, sgomitava in campo, nelle aree di rigore, Davide Dionigi sta vestendo i panni del mental coach che inietta rabbia agonistica, voglia, determinazione. Perlomeno, la squadra del secondo tempo di Trapani, è stata “figlia” delle caratteristiche del suo allenatore. Che succederà contro la Fidelis Andria, compagine sulla carta abbordabile? Paradossalmente, il match che i giallorossi domani disputeranno al “Ceravolo”, potrà riservare più insidie.

<<Forse è l’impegno più difficile da affrontare, visto il momento che stanno vivendo – avendo giocato ad Andria, so cosa significhi la pressione-. La loro classifica è bugiarda, perché finora hanno perso tre volte e, tra l’altro, hanno avuto due giorni in più per preparare l’incontro, a differenza nostra. E’ una squadra rognosa, arcigna, costruita senza dubbio per un campionato di media/alta classifica>>, avverte mister Dionigi, che proprio nella città pugliese ha concluso la carriera da calciatore, nel 2010.

<<Essendo Matera e Trapani, squadre con un organico al di fuori della nostra portata, la prestazione è conseguita spontaneamente>>, ammette il tecnico reggiano, ribadendo la situazione da “bollino rosso” delle Aquile, rabberciate come non mai, tra infortuni “datati” ai quali si aggiungono quelli recenti (al massimo Sirri potrà essere valutato, mentre non c’è nulla da fare per gli altri), oltre alla squalifica di Infantino: <<Rischiamo di presentarci imbottiti di giovani, ma sono felice dei miei “ragazzotti”, perché in loro ho visto grandi capacità e sono sicuro che scenderanno in campo col piglio della ripresa di Trapani, al cospetto di una grande squadra – dice-. I più “vecchi” sanno quanto abbiano bisogno del loro aiuto, perché in un gruppo i più esperti devono contribuire alla crescita dei ragazzi. Il mio rammarico è non aver visto la squadra al completo! A prescindere, dovremo fare risultato con quelli che ci sono: l’interpretazione non cambia, dobbiamo aggredire in partenza, mettendo sotto l’avversario nell’intensità e nel gioco, consapevoli della nostra crescita non solo tattica, ma caratteriale>>.

Ultimata la fase di rodaggio, con ogni probabilità vedremo un Catanzaro che ha assimilato i concetti di un allenatore diverso, per propensione, dal suo predecessore: <<Nel momento di difficoltà che stiamo attraversando, questa gara rappresenta un’altra tappa del percorso di crescita della squadra – osserva Dionigi-. Non dobbiamo mai sbagliare la prestazione! Le partite si possono anche perdere, ma dobbiamo dare alla gente l’idea di lottare per la maglia e per la città. Io sarò molto critico qualora capitasse di vincere, giocando male>>.

 

Bramosi di fare bottino pieno dopo tanto tempo (e regalare la prima vittoria al mister), i giallorossi dovranno fare a meno dei tre che hanno guidato l’attacco in questa prima parte di torneo (Falcone-Infantino-Letizia, provando, in extremis, a valutare le condizioni di quest’ultimo), ma il trainer non ricorre ad espedienti: <<Non voglio alibi! Dovremo dare tutto ciò che abbiamo, indipendentemente da chi giocherà. Lo spirito non dovrà mai cambiare>>.

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