Davide Dionigi si presenta

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Un calabrese d’adozione, per la panchina del Catanzaro. Davide Dionigi si presenta alla stampa e alla tifoseria, senza intrattenersi più di tanto in dichiarazioni “di rito”, ma preferendo lasciare ogni risposta al campo, lui che è stato un centravanti “affamato”, di tutto rispetto anche in serie A, tra gli anni ’90 e 2000. Quel campo da cui manca da molto tempo: alla luce di questo sentimento di rivalsa, siamo certi che il neo tecnico giallorosso, riuscirà quantomeno a trasmettere la voglia di “fare legna” e macinare chilometri, in allenamento e in partita.

<<Non vedo l’ora di iniziare a lavorare, sabato c’è una partita importante>>, ripete insistentemente Dionigi, prima della conferenza stampa, aperta dagli interventi dei vertici societari (il presidente Noto, il ds Doronzo e il dg Maglione), presso il “Palace Hotel” di Catanzaro Lido, nel pomeriggio.

Floriano Noto, chiarisce alcuni aspetti di ciò che ha portato il sodalizio a prendere questa sofferta, ma essenziale decisione, nell’immediato post-Rende: <<Ho lasciato gli spalti prima del fischio finale – rivela il presidente-. Ero arrabbiato e amareggiato, nell’aver visto una squadra poco aggressiva, poco combattiva. Ciò che mi ha fatto davvero male, è stato vedere i tifosi, che non dispongono delle stesse disponibilità economiche dei calciatori, che fanno delle rinunce pur di seguirci! A loro chiedo scusa, lo spettacolo visto è stato indecoroso e indecente>>, dice senza mezzi termini Noto, preannunciando anche un doveroso richiamo alla squadra. Il modus operandi dell’ingegnere, in tanti anni di imprenditoria, è sempre stato votato alla soddisfazione del cliente: <<In egual misura, l’obiettivo di questa società – aggiunge- è soddisfare sempre di più i tifosi, coloro che pagano un biglietto per vedere uno spettacolo. Si può anche perdere, ma l’impegno deve essere massimo, a partire dai giocatori>>. Rinnovando la stima ed il rispetto per Alessandro Erra (“persona perbene, corretta e seria, alla quale augurare tutto il bene possibile”), afferma il presidente delle Aquile: <<Aspettavamo di vedere un’organizzazione di squadra che non è emersa in queste nove partite. Probabilmente il tecnico non ha trovato l’alchimia coi giocatori, per trasferire loro le sue idee di gioco, pur avendo contribuito a costruire squadra>>. Inevitabile l’esonero. Una scelta pienamente condivisa da tutti i membri della società: <<Vogliamo dare dignità ai tifosi del Catanzaro. Non vorrò mai più vedere prestazioni del genere, mi auguro non accada più>>, annuncia perentorio Noto.

A dare seguito alle affermazioni del presidente Noto, il direttore generale Francesco Maglione, il quale sgombera il campo circa i presunti contatti con Torrente e Toscano, incontrati unicamente in contesti informali, tra uomini di calcio, ma non per intavolare trattative. <<Onestà intellettuale e trasparenza, rappresentano la linea comportamentale di questa società, perciò abbiamo il dovere di dirvi la verità. Non è mai stata messa in discussione, fino alla partita con l’Akragas, la guida tecnica di Erra – dice il dg, anche in riferimento alla presunta volontà, da parte di Doronzo, di voler portare mister D’Angelo-. La compattezza e la coesione di questa società, fanno invidia agli altri club! La prestazione con l’Akragas ci ha lasciati perplessi; l’indomani, abbiamo iniziato ad individuare, nella nostra testa, il profilo di un allenatore che potesse valorizzare le potenzialità di questa squadra. Una figura che fosse fortemente motivata, e che avesse le capacità di “esplorare” tra le qualità del materiale a disposizione, senza stravolgere la rosa>>. Alla base della scelta, quindi, non tanto questioni tattiche, ma di natura temperamentale, stando a quanto rivela l’avvocato Maglione, ribadendo che non vi saranno rivoluzioni a gennaio. Sul 2-1 del “Lorenzon”, il responsabile dell’area amministrativa rincara la dose: <<E’ stata una prestazione imbarazzante. In qualità di direttore generale, mi sono vergognato, non perché si sia perso, ma perché non siamo proprio “scesi in campo”, con la testa e col cuore. Finita la partita, ho comunicato l’esonero a Erra. Successivamente, abbiamo chiamato Dionigi alle 7.45 del mattino, il quale è giunto in città già alle 18.00>>. Insomma, una decisione lampo, senza “provinare” altri tecnici.

Dionigi ringrazia la proprietà per la possibilità di rilancio: <<Sono un pragmatico, non mi piacciono i luoghi comuni. Negli anni ho avuto a che fare con tanti club, ma il feeling percepito con questa società mi ha spinto a venir qui>>. Queste le prime parole da giallorosso, per il mister (munitosi, in questo progetto, di un allenatore in seconda ed un collaboratore tecnico). Per Dionigi, l’aspetto mentale è strettamente correlato al lavoro realizzato sul rettangolo verde ed alla condizione fisica. <<Le caratteristiche di questi giocatori rispettano quasi in toto la mia idea di gioco, da inculcare alla squadra. Tuttavia, non sono in grado di stimare i tempi d’apprendimento del gruppo>>, osserva l’ex attaccante della Reggina, lieto di disporre di un attacco, ritenuto <<un lusso per la categoria>> (di cui già conosce Letizia e Falcone), che gli consente diverse variabili offensive.

Epilogo dell’incontro, una postilla del presidente Noto: <<Sebbene sia un anno di transizione, il nostro obiettivo resta quello di far divertire e toglierci delle soddisfazioni (come vincere i derby, malgrado ne abbiamo già persi quattro su quattro). Sabato sera non ho visto una squadra giocare, al di là del risultato. Anche se avessimo vinto, non mi sarei divertito, né ritenuto soddisfatto, però ricordate che non siamo in crisi di punti in classifica! Un esonero non rappresenta assolutamente un fallimento per la società>>.

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