Delusione giallorossa: al “Lorenzon” finisce 2-1

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Così non va’ proprio. Il Catanzaro esce sconfitto dal “Marco Lorenzon”, ma ciò che continua a non convincere della squadra, sono i “blackout” difensivi e la situazione d’affanno in cui, sistematicamente, si trova il centrocampo. Il Rende, dal canto suo, si dimostra collettivo organizzato e si leva la soddisfazione di battere il più quotato avversario, per di più all’ultimo minuto regolamentare. Come se non bastasse, le Aquile non sono riuscite a beneficiare della superiorità numerica, per oltre mezzora, nel secondo tempo. A questo punto non ci stupiremmo se giungesse, nelle prossime ore, l’esonero del tecnico Erra, in discussione in queste settimane. Dispiacere immenso per gli oltre seicento supporters giallorossi, giunti con ben altre aspettative.

Entrando nella cronaca, chance dall’inizio per Di Nunzio, al centro della difesa. Si rivede Onescu in mediana, mentre confermato il trio d’attacco Puntoriere e Falcone ad ispirare Letizia, nel 4-3-3; panchina per Infantino.

Al 7′ primo squillo ospite, con una punizione dai venti metri di Benedetti, facile preda dell’estremo difensore rendese. Poco dopo, alto il tiro di Falcone dalla distanza. Le Aquile sembrano vivaci e ben disposte in campo, ma alla prima occasione buona, è il Rende a trovare il vantaggio con Vivacqua, che sfrutta una distrazione (l’ennesima, di questo avvio di torneo) della difesa sul servizio dalla sinistra di Blaze, in contropiede. E’ il minuto 19. I giallorossi staccano la spina, nuovamente, avendo difficoltà a rialzare la testa dopo questo colpo inatteso; il Rende lotta con determinazione, affidandosi alle ripartenze, data la superiorità in mediana dovuta al 3-5-2 di Trocini. Al 23′ scambio Letizia-Falcone, il quale tira troppo frettolosamente, ed è fuori. Qualche minuto più tardi, un’incornata di Riggio, da angolo, sorvola la traversa. Catanzaro pericoloso al 43′. Forte si allunga su un destro di Zanini: Falcone sbaglia il tap-in, ma è in fuorigioco. Prima della chiusura, Puntoriere non capitalizza un contropiede, perdendo l’attimo per involarsi verso la porta.

In apertura di ripresa, il Rende sfiora il raddoppio in un paio di clamorose circostanze, ancora con la “premiata ditta” Blaze-Vivacqua, a tratti imprendibili dai rispettivi, ma l’US è fortunato in ambedue le circostanze. Erra al 55′ lancia Infantino al posto di Riggio disegnando un vero e proprio 4-2-4 a trazione anteriore, composto da Puntoriere-Letizia-Infantino-Falcone. Al 63′ l’episodio che potrebbe cambiare l’inerzia del match. Infantino finisce per terra, colpito al labbro: Fiorini di Frosinone non ci pensa due volte e sventola il rosso in faccia al difensore Porcaro, autore della scorrettezza. Rende in dieci. Trocini, quindi, corre ai riparti ricomponendo la cerniera difensiva. Ancora Forte si oppone alla botta di Puntoriere. Nonostante la superiorità numerica, il Catanzaro ha difficoltà a penetrare tra le asserragliate linee avversarie. Entrano anche Kanis e Spighi, al posto di Falcone e Onescu, decisamente entrambi sottotono. E’ un assedio giallorosso. Al 78′ Sanzone atterra Benedetti in area in seguito ad una mischia e, tra le proteste di casa, Fiorini concede il penalty: dagli undici metri, Infantino spiazza Forte. Gli animi si accendono, il Catanzaro ci crede e si riversa alla ricerca del gol del sorpasso, costringendo il Rende a chiudersi: Erra tenta il “tutto per tutto”, inserendo anche Anastasi per Puntoriere. Ci provano Infantino e Kanis ma senza successo. Anche stavolta, nel momento migliore degli ospiti, arriva la doccia gelata: 90′, angolo per il Rende, Coppola è libero di saltare ed insacca. Concitati i sei minuti di recupero, ma finisce 2-1 per il Rende che, con questa vittoria, si porta a quota 10, agganciando proprio il Catanzaro. Vedremo se questa bruciante sconfitta genererà qualche provvedimento sulla sorte dell’allenatore.

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