“Ricomincio da tre…”: Davide Dionigi e l’occasione della vita

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Tocca a Davide Dionigi far spiccare il volo alle Aquile. Classe ’74, nativo di Reggio Emilia, è il secondo allenatore dell’Era Noto ma, se consideriamo Alessandro Erra un’eredità della società precedente, non si sbaglia, forse, a definire Dionigi come la prima vera scelta per la panchina del Catanzaro 2017/2018. Non è mai semplice prevedere se un tecnico possa essere vincente o meno; i trascorsi, sicuramente, costituiscono un indizio ma non costituiscono mai una certezza, perché il calcio riserva sorprese, positive o negative, in relazione dell’aspettativa che si ha in partenza.

Dionigi è alla sua sesta esperienza in panchina: pur non avendo un sistema di gioco prestabilito, è solito prediligere la difesa a tre, con moduli del tipo 3-5-2 o il 3-4-1-2; ma si sa, i moduli lasciano il passo all’interpretazione in campo da parte dei giocatori a disposizione, pertanto non è detto che sui Tre Colli il nuovo mister non possa preferire soluzioni diverse, soprattutto alla luce delle ottime pedine a disposizione in attacco, tra cui sue vecchie conoscenze quali Letizia e Falcone che ha già allenato (seppur per breve tempo), o lo stesso Infantino, con il quale ha giocato sul finale di carriera da calciatore.

L’esordio assoluto da allenatore, avvenne nel novembre del 2010 sulla panchina del Taranto, quando subentrò in corsa al dimissionario Daniele Brucato, cavalcando quella inversione di tendenza, allorché molti allenatori giovanissimi furono preferiti a tecnici più esperti. A Taranto concluse la sua carriera ventennale da centravanti, totalizzando 129 reti e laureandosi nella stagione 1996/97 capocannoniere della serie B con la Reggina. Grazie all’allora (discusso) Presidente D’Addario, in Puglia si lanciò nella sua prima avventura da allenatore, tra critiche e diffidenze legate alla giovane età, conclusasi con la semifinale playoff persa al 96′. L’anno seguente, confermatissimo sulla panchina ionica grazie all’ottimo lavoro fin lì svolto, si piazzò al primo posto, vincendo il campionato e battendo tutti i record. Ma la storia è risaputa a tutti: penalizzazione di sette punti e il “Taranto dei miracoli” fu costretto nuovamente a giocarsi i playoff, persi per la seconda volta consecutiva, ad opera, questa volta, della Pro Vercelli. A giugno dello stesso anno, il contratto con il Taranto fu risolto consensualmente, ma il ricordo che lasciò in Puglia fu quello di un allenatore giovane e vincente, capace di creare attorno a sé una credibilità superiore ai gravi problemi che la società dovette affrontare, riuscendo ad esaltare i valori umani di un gruppo che emerse, pur fra mille difficoltà.

Nell’estate 2012, acquisì a Coverciano la qualifica di allenatore di Prima Categoria UEFA Pro e il suo talento fu notato da Lillo Foti, storico presidente della Reggina, che lo volle in Calabria direttamente in B. Ma a partire dall’esperienza reggina, le stagioni successive non furono all’altezza dell’esordio, riuscendo a collezionare solo esoneri, seppur discutibili. Il 16 marzo 2013, terminò l’esperienza con la Reggina alla 35^: la sconfitta in casa contro il Cesena, che stava portando inesorabilmente gli amaranto verso la serie C, costò il posto a Dionigi, al quale subentrò Pillon.

Poi, fu chiamato a sostituire Torrente sulla panchina della Cremonese (tra i nomi accostati al Catanzaro, nelle scorse settimane), allora in lizza per la promozione in serie B: il “solo” raggiungimento dei playoff, con la sconfitta in semifinale, non gli valse la riconferma nella squadra grigiorossa per la stagione successiva, allorquando si trovò a subentrare in corsa, questa volta alla guida del Varese in Lega Pro, ultimo in classifica, al posto di Stefano Bettinelli: si trattò di una breve parentesi, trovandosi, suo malgrado, nel mezzo di una guerra societaria, che gli permise di lavorare appena otto giorni, complice l’immediato “ammutinamento” dei giocatori della compagine lombarda, uniti nel chiedere il ritorno di Bettinelli.

Altra avventura sfortunata, Matera nella stagione 2015/2016. Già alla quarta giornata, infatti, le strade tra Dionigi e il club lucano si separarono: il pareggio interno con il Foggia, costò l’esonero al tecnico emiliano, costretto a lasciare il posto a Pasquale Paladino.

Oggi, per uno “scherzo del destino”, l’ex tecnico biancazzurro, giunto al Catanzaro, incrocerà da avversario proprio il Matera, guidato da Gaetano Auteri. Viene spontaneo dire a questo punto… “ricomincio da tre”, perché, come spiegò il grande Troisi, “ricominciare da zero, nell’esperienza passata una o due cose da salvare ci sono sempre, da cui provare a ripartire” alla grande! Questo è l’augurio che i tifosi giallorossi rivolgono al nuovo mister che, già in sede di presentazione, non ha nascosto la sua gratitudine al presidente Noto e al dg Maglione, per la grande occasione di rilancio offerta e che farà di tutto per non fallire.

 

 

Danilo Ciancio

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