“Vince ma non convince”: Catanzaro-Akragas finisce 3 a 1

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Partiamo subito da un presupposto: il Catanzaro avrebbe potuto fare “un sol boccone” di un avversario modesto, in particolare nel primo tempo, quando, la partenza “sprint” dei giallorossi, trascinati da un Letizia in versione “super” (sempre più traino del collettivo), lasciava presagire ad una gara archiviata già prima dell’intervallo. Invece gli uomini di Erra, in modo del tutto immotivato, decidono di “sedersi” e concedere campo ed iniziativa ad un Akragas onesto che, una volta accorciate le distanze (con un “regalo” dei nostri difensori), è riuscito ad impensierire la retroguardia di casa, creando alcuni pericoli. Era essenziale vincere, ma il 3-1 maturato al “Ceravolo”, ripetiamo, non può soddisfare pienamente, per le “pause” palesate in alcune fasi.

A sorpresa, Erra lascia in panchina Onescu e lancia dal 1′ Marin insieme a Maita e Benedetti, schierando Zanini terzino sinistro e confermando Spighi sull’out opposto. In avanti, come anticipato, Letizia “falso nove”, con Puntoriere e Falcone. Pronti-via, ed il Catanzaro dimostra d’aver fame e di voler regolare la pratica senza fare complimenti: da un affondo, nasce il penalty concesso da Lorenzin, che Letizia trasforma, al 5′, siglando la seconda rete personale in campionato. Si vola sulle ali dell’entusiasmo e della cattiveria agonistica: le Aquile che vorremmo vedere sempre! Così, al minuto 16, Riggio svetta più in alto di tutti, da angolo, castigando proprio la sua squadra di provenienza. Nell’occasione, non impeccabile l’ex Vono, uscito “a farfalle”, rievocando brutti ricordi nella mente dei tifosi catanzaresi. A questo punto il Catanzaro stacca la spina, “consegnandosi” di fatto ai siciliani i quali, nonostante un fraseggio innocuo, trovano addirittura il gol con Sepe, al 35‘, che approfitta di una dormita dei giallorossi, battendo Nordi dopo una triangolazione che lascia di sasso Spighi. Tra i mugugni, finisce il primo tempo.

Nella ripresa, mister Erra mischia le carte, togliendo Puntoriere per Cunzi (decisione che ha generato dissenso da parte del pubblico) e Marin per Onescu. Ovazione, invece, per gli ingressi di Infantino e Di Nunzio, finalmente al debutto. Gli uomini di Di Napoli provano ad imbastire azioni per il pareggio, presentandosi pericolosamente nei sedici metri, ma l’US aumenta l’intensità e si riversa in avanti alla ricerca del gol, quasi con la fame dei primi venti minuti di gara: così, al 69′, Cunzi capitalizza un contropiede, servito da Infantino, infilando Vono con uno scavetto (il portiere biancazzurro poco prima, lo aveva atterrato vigliaccamente, a palla lontana, sotto gli occhi dell’arbitro che si è limitato ad ammonirlo). Nel finale, ci prova Infantino da fuori, ma la sua conclusione finisce sul fondo. Finisce 3-1, ma il “blackout” dei giallorossi genera non poche perplessità: con questi momenti di calo, durante i quali si concede troppo all’avversario, sarà difficile contro qualunque squadra. Errori da non ripetere sabato a Rende. Intanto, il Catanzaro si porta a quota 10 punti, in attesa della penalizzazione.

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