“Noi sfavoriti? Correre e aggredire”: la formula di Dionigi

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Catanzaro-Catania non sarà mai una partita “come le altre”. Seconda, per importanza, soltanto al Derby (casualità del calendario, Aquile e Lupi si scontreranno nel turno successivo), per le due tifoserie questo match riaccende una rivalità sportiva che si protrae da decenni. Non solo: dal “Massimino“, purtroppo, il più delle volte i giallorossi hanno fatto ritorno con un risultato sfavorevole (pesantissimo, in alcuni casi).

Molteplici le avversità che ci apprestiamo ad affrontare; tuttavia, lo spessore di un gruppo, lo si mette alla prova specialmente attraverso queste prove, tenendo conto del potenziale di un avversario che, mai come quest’anno, pare accreditato alla vittoria del torneo. Sulla carta, quindi, sembra non ci sia storia. “Sembra”, appunto: <<Punteremo a dare continuità alla prestazione di martedì scorso e a sviluppare questo tipo di mentalità, visto a sprazzi anche con Trapani e Matera>>, annuncia Davide Dionigi alla vigilia, stimolato dal significato della sfida.

<<Dovremo correre e aggredire. Molti – anche cronache nazionali- ci danno per battuti, per vittime sacrificali, ma noi vogliamo giocarla nel migliore dei modi, con la nostra identità (che va’, pian piano, consolidandosi), nel rispetto di un organico che potrebbe fare tranquillamente la B>>, dice il tecnico dell’US, dando la carica ai suoi per l’ultima delle tre gare giocate in una settimana. Preservare energie e lucidità, in tempi così ristretti, non è per nulla semplice, perciò l’allenatore, nonostante le defezioni che lo hanno accompagnato nel lavoro in questo periodo, ha potuto usufruire di quasi tutte le pedine a disposizione: <<All’inizio di questo trittico di gare, avevo avvertito che avrei avuto bisogno di tutti, anche per distribuire le forze e soprattutto per tenere coinvolti tutti i ragazzi, per farli sentire protagonisti indispensabili>>, osserva, sicuro della bozza di formazione che scenderà in campo domani, alle 18.30, su un manto erboso “provato” dal test-match che la Nazionale italiana di Rugby disputerà in queste ore contro le Isole Fiji. Inevitabilmente, ciò potrebbe precludere la possibilità di assistere ad un bel gioco, per i circa ventimila che accorreranno al “Cibali“.

Ad un mese dal suo arrivo sui Tre Colli, il tecnico reggiano è in grado di tirare una conclusione, ossia il seguito dei più giovani, coadiuvati dai più grandi: <<I giovani ce la stanno mettendo tutta e, specialmente chi ha giocato meno in precedenza, si sta sentendo molto partecipe>>, ammette Dionigi il quale, proprio sulla sinergia tra gli esperti e gli “under” del gruppo, ha inteso porre le basi del suo percorso. A tal proposito, sarà importante constatare come questi reagiranno psicologicamente alla pressione del pubblico siciliano, in un ambiente infuocato.

Intanto, pare stia giungendo al termine l’Odissea degli infortuni, avendo registrato negli ultimi giorni dei recuperi importanti: Icardi e Maita, su tutti, sebbene – come saggiamente analizza il mister- occorrerà aspettare e “mettere nelle gambe” il giusto carico, prima che possano raggiungere il livello atletico dei compagni. Sicuro assente della partita, lo squalificato Onescu, elemento poliedrico dell’undici giallorosso: <<Io mi aspetto grande intensità da parte dei due mediani (indipendentemente se giocheremo con due o tre uomini) e dai tre attaccanti in fase di non possesso. Assimilato questo concetto, possiamo fare ottime prestazioni, come accaduto contro il Monopoli – rivela-. Servirà una dose di “spensieratezza” e non preoccupazione, consapevoli di dover correre e aggredire dall’inizio. Mi piacerebbe rivedere la stessa partenza di Trapani>>.

 

 

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