SI GIOCA CONTRO… Il Cosenza

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Sarà Daniele Viotti della sezione AIA di Tivoli ad arbitrare il ventitreesimo derby in campionato (sei in Serie B, quattordici in C1 e due nelle serie inferiori) tra Catanzaro e Cosenza in programma al “Ceravolo”.

Il derby della Calabria non ha bisogno di presentazioni: una rivalità storica tra le tifoserie che siamo sicuri non deluderanno l’aspettativa e lo spettacolo sugli spalti, che si preannuncia ricco di sorprese. La lodevole iniziativa della società giallorossa, nella figura del presidente Noto, di coinvolgere e ospitare bambini delle scuole bruzie al fianco dei coetanei locali, non ha precedenti e contribuisce ad avvalorare il senso dell’incontro (“incontro” e mai “scontro”, per l’appunto).

Nonostante i precedenti sorridano nettamente alle Aquile (ben sedici vittorie e due sole sconfitte), è bene non fidarsi delle statistiche: difficile, infatti, pronosticare un risultato, in virtù di un avvio di stagione tra luci e ombre per entrambe le squadre, specialmente tenendo conto dell’epocale disfatta dell’ultimo campionato, che ancora brucia in casa giallorossa. Quello 0-3  maturato alla prima giornata, rappresentò l’inizio di una crisi tecnico-societaria sui Tre Colli, culminata come tutti sappiamo, con l’onta dei playout e l’addio dell’ex patron Cosentino, per le note vicende personali.

La vittoria dei Lupi del 28 agosto 2016 ha comunque interrotto un’egemonia delle Aquile che durava da oltre sessant’anni. Il primo derby in campionato risale al 5 ottobre 1930 e finì 2-1 per i giallorossi, grazie ad una doppietta di Costa, giusto cinque anni prima di un umiliante 8-0, sempre a favore i padroni di casa, probabilmente il risultato più eclatante nell’ex “Militare”. Nella storia dei derby, famoso rimane il 3-0 in serie B nella stagione 1989-1990 grazie ad una tripletta di O’Rey Palanca, con Di Marzio sulla panchina giallorossa. La sfida si riproporrà dopo quasi quattro lustri: stagione 2008-09, ex Seconda Divisione, finì 0-0 nell’anno della promozione dei Lupi di Mimmo Toscano. Poi l’indimenticata “mitraglia” di Bernardi rispedì a casa i Lupi senza punti nella stagione 2014-2015, mentre nell’anno successivo si registrò un pareggio per 1-1; infine la sconfitta già raccontata dello scorso anno, firmata Caccetta, l’uomo che ha castigato i giallorossi sette giorni fa al “Massimino”, con la casacca etnea​ .

Il Cosenza arriva al “Ceravolo“ forte della vittoria contro la Juve Stabia ma soprattutto dei dieci punti conquistati nelle ultime cinque gare; il Catanzaro, pur giocando bene e non demeritando, è uscito sconfitto di misura dalla sfida di Catania. I rispettivi stati d’animo comunque conteranno poco rispetto alle motivazioni che possono scaturire pensando a cosa potrebbe generare una vittoria, senza dubbio un’impronta decisa alla stagione in corso per chi sarà capace di conquistarla. Curioso vedere Piero Braglia sedere sulla panchina dei rivali di sempre: il ritorno  nello stadio che lo ha applaudito da calciatore prima e poi da tecnico protagonista nell’ultima promozione in serie B dei giallorossi, nella stagione 2003-2004, siamo certi scaturirà un turbinio di sensazioni per lui e tra i suoi vecchi tifosi.

Due gli ex in campo: Matteo Zanini, rossoblu nella stagione 2014/2015 e Tony Letizia che ha vestito la maglia del Cosenza per sei mesi, durante la scorsa stagione, collezionando quattordici gettoni conditi da tre gol. II Lupi contano di recuperare il trequartista Mungo e, se così dovesse essere, potrebbero schierarsi con il 4-3-1-2: Perina in porta; Corsi, Darmaku, Idda e Pinna a formare il quartetto di difesa; Calamari, Palmiero e Bruccini a centrocampo; Mungo dietro le punte Caccavallo e Statella (con Baclet e Mendicino pronti ad entrare a partita in corsa).

 

 

Danilo Ciancio

 

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