“Vanificati due mesi di lavoro”: Dionigi mastica amaro

Print Friendly, PDF & Email

Fornire un’analisi lucida, che non sia condizionata da sensazioni personali, è sempre difficile, specialmente quando le cose si evolvono all’opposto di come erano state preparate. Così il Catanzaro “stecca” la seconda partita consecutiva, sbagliando ancora una volta la prestazione, indipendentemente dal risultando. Evidentemente la squadra sta “tirando il fiato” e pare aver smarrito la bussola; Davide Dionigi, grande ex di giornata, non riesce a riscattare la battuta d’arresto di Caserta, anzi, appare discutibile qualche decisione del tecnico, a posteriori.

<<Un brutto primo tempo, da ambo le parti; ci siamo svegliati dopo il loro gol (l’ennesimo, su palla inattiva). Meritavamo il pari alla luce delle occasioni nel finale, ma in ogni caso non abbiamo fatto ciò che avremmo dovuto fare. Abbiamo vanificato due mesi di lavoro con queste due sconfitte, anche per l’euforia che si era creata>>: mesto e lapidario, il tecnico si presenta così, in sala stampa. <<A Caserta non mi era piaciuta la mentalità, quindi oggi volevo gente più aggressiva – ammette, spiegando così l’esclusione di Maita, tra i responsabili del primo gol di Turchetta al “Pinto”, avendo totalmente sbagliato il tempo di chiusura, proprio per scarsa cattiveria-. Tuttavia, oggi nel primo tempo non abbiamo palleggiato, tenendo conto che gli uomini che potrebbero darci qualità non sono disponibili, infatti abbiamo puntato su Letizia, pur non ancora recuperato. Onescu avrebbe dovuto dare sostanza all’inizio, per poi passare al 3-4-3 a gara in corso. Ci siamo lasciati prendere dalla frenesia nel cercare di sbloccarla subito, quando sarebbe servita più lucidità nella manovra>>. E’ questa la lettura che propone a caldo, mister Dionigi, riconoscendo meriti agli amaranto: <<Mi aspettavo un avversario chiuso dietro, che si affidasse alle ripartenze. Oltre al gol non hanno mai tirato in porta, ma non voglio discreditare la prova della Reggina. Il pareggio sarebbe stato meritato, ma siamo stati meno bravi di loro! Era una gara da 0-0, cambiata dall’episodio>>.

Con l’anno nuovo, dunque, il Catanzaro avrà di che preoccuparsi per ricomporre i cocci e ricominciare ciò che era stato interrotto a dire il vero prima del pareggio con la Paganese. Inevitabilmente, adesso servirà guardare al mercato di gennaio con un altro occhio, rispetto a quanto si credeva pochi giorni fa: la “coperta è corta”, bisogna intervenire subito senza esitazione, per tappare le falle esistenti. L’idea espressa dal tecnico (che si è fatto, in tal senso, portavoce della società), non cambia: <<Si dovrà ripartire con giocatori che avranno voglia di sposare questo progetto. Serve gente “da Catanzaro”, perché ci sono mancati uomini capaci di giocare in certi ambienti, perciò abbiamo ovviato cercando di sopperire con l’aggressività. Come in tutte le famiglie, è comprensibile che qualcuno non avverta la stessa motivazione nel restare – rivela-. Dopo questi due mesi di lavoro, era legittimo avere un calo, peccato sia successo proprio ora. Al contrario, avremmo lavorato diversamente durante la sosta. Non sono preoccupato, resto convinto che faremo un ottimo girone di ritorno, recuperando tutti gli effettivi>>. Giocoforza, a questo punto le Aquile dovranno approfittare del lungo stop imposto dal calendario per ricaricare le pile e ripresentarsi – si spera – a pieno regime per l’impegno di Castellammare, ripartendo da quegli elementi fondamentali, come Gambaretti o lo stesso Infantino, lanciato oggi per stretta necessità, essendo praticamente “a mezzo servizio”.

 

Commenti

commenti