Marin, arrivano le scuse per l’espulsione

Il ragazzo deve darsi una ridimensionata. Lo affermiamo aprioristicamente. La personalità con cui Marius Marin si è affermato nella “formazione tipo” del Catanzaro, divenendone titolare inamovibile dopo essere partito in punta di piedi, rappresenta forse la più bella sorpresa di questo campionato. Senza timore di smentita, il centrocampista di proprietà del Sassuolo è il migliore, tra le “nuove leve”, riuscendo a correlare le grandi doti tecnico-tattiche a grinta e spirito battagliero, nella zona nevralgica del campo, dove effettivamente c’è da lottare nei novanta minuti.

L’avere carisma e personalità, tuttavia, non deve sconfinare nell’irruenza e nell’arroganza, sebbene durante una partita, in piena trance agonistica, i momenti “d’appannamento” e di scarsa lucidità possano assolutamente capitare. E’ umano che sia così, però, quando c’è da “discutere animatamente”, il ragazzo pare non tirarsi mai indietro, anzi.

Minuto 36 di Juve Stabia – Catanzaro: sugli sviluppi di una banale rimessa laterale, Canotto ostacola irregolarmente Sabato, strattonandolo. Il terzino giallorosso (che ieri ha fatto il suo debutto in campionato, servendo l’assist vincente a Letizia), non ha minimamente accennato ad una reazione, sulla scorta dei suoi trent’anni e dell’esperienza maturata nel tempo. Ad irrompere in maniera del tutto immotivata, facendo scatenare un capannello di spintoni e polemiche, sedato a fatica, proprio Marin, rimediando un rosso dall’arbitro D’Ascanio, quando la logica avrebbe imposto quantomeno il giallo nei confronti del calciatore stabiese, se non si fosse acceso l’inutile parapiglia. La questione sarebbe finita là. Invece il talentuoso centrocampista rumeno ha pagato per tutti (giustamente), lasciando la squadra in inferiorità numerica e sotto di un gol, con un’ora di gioco davanti; i presupposti per una disfatta vi erano tutti, specie alla luce della prestazione tutt’altro che ragguardevole dei giallorossi. Oro colato, dunque, il gol di Letizia all’86’, evitando una sconfitta che sembrava naturale conseguenza.

In serata, resosi conto dell’ingenuità – verrà appiedato per almeno due giornate dal Giudice Sportivo – Marin si è pubblicamente scusato con la squadra e la tifoseria per il gesto, attraverso i Social. Per carità, “errori di gioventù” che vengono ampiamente compresi… ma un professionista, indipendentemente dal fatto che abbia diciannove o quarant’anni, sarebbe opportuno che non perdesse mai la bussola.

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