Aquile ancora in ginocchio: vince il Rende sotto il diluvio

Sesto derby perso, su sette (tre dei quali contro l’avversario odierno); poche idee, confusione ed una difesa da rivedere, per l’ennesima volta. Sotto il diluvio del “Ceravolo”, il Catanzaro piega la testa contro il Rende, perdendo di misura.

Dionigi conferma il 3-5-2 dando spazio a Marin e Van Ransbeeck in mediana; non ce la fa Letizia, per cui Cunzi accompagna Infantino in attacco. Il terreno è appesantito, la gara si accende subito dal punto di vista della condotta delle due squadre, tra interventi al limite della regolarità e conseguenti capannelli: Marcenaro di Genova fatica a sedare gli animi e già a fine primo tempo, saranno parecchi i cartellini gialli. Le prime battute vedono gli uomini di Trocini più intraprendenti: Nordi compie un autentico prodigio su Ferreira, liberato al tiro dopo un erroraccio di Di Nunzio. La risposta delle Aquile è in un tiro di Van Ransbeeck da fuori, emulato da Cunzi poco dopo: entrambe le conclusioni finiscono fuori. Un tiro-cross di Sabato bacia la traversa e per poco non beffa il portiere ospite. Polemiche, successivamente, per un evidente tocco di braccio di un difensore biancorosso nell’intercettare un cross: l’arbitro concede solo corner. Altrettanto palese, però, il braccio di Cunzi, che insacca irregolarmente, in seguito. Finisce 0 a 0 la prima frazione, con la pioggia che non accenna ad attenuarsi.

La ripresa si apre con i tiri alti di Marin e Franco. Succede poco, a parte il guizzo – letale – del Rende, che approfitta di una dormita difensiva al 70′: Franco sorprende i difensori giallorossi, salta Nordi e deposita in porta. Nonostante i giocatori lanciati nella mischia, non vi è una reazione consistente, né occasioni degne di nota: solo tanta frenesia e approssimazione, così è il Rende a festeggiare la vittoria, espugnando il “Ceravolo” per la seconda volta in questa stagione. Ennesimo passo indietro del Catanzaro, in un campionato mai come quest’anno intermittente. Solo tanta perplessità, da parte di tutti.

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