Incubo al “Ceravolo”, Aquile in picchiata: Catanzaro-Sicula 0-3

Succede quello che non t’aspetti. Finisce come peggio non sarebbe potuta finire. Il Catanzaro più “sprecone” dell’anno, si schianta al cospetto della Sicula Leonzio, che in una manciata di minuti, nella ripresa, fa sua la partita, demolendo i padroni di casa per 0-3. Paradossalmente, occorre dire “grazie” a Nordi, per non aver reso il passivo peggiore di ciò che è stato, provvidenziale in almeno tre circostanze. A fine gara, il pubblico ragionevolmente inveisce contro la squadra e contro il tecnico, rifiutando le scuse ed il ringraziamento per il sostegno ricevuto. Oggi è stata scritta la pagina peggiore del campionato 2017/2018, per l’US Catanzaro. Senza dubbio, il momento più buio dall’arrivo di Floriano Noto, il quale sicuramente starà traendo le sue conclusioni, riflettendo anche sulla posizione di Doronzo e Dionigi. Per dovere di statistica, l’US resta a 28 punti, vedendosi scavalcato anche dal Leonzio, che sale a 29.

L’allenatore conferma il 3-4-3 preannunciato, reinserendo Falcone davanti, con De Giorgi in difesa. Panchina per Gamabaretti e Marin. Pronti-via, Eolo decide di metterci lo zampino, anzi, il “fiato” e per poco non gioca brutti scherzi ai due portieri, tra l’altro capitani delle rispettive squadre. Si vede un Catanzaro volitivo e voglioso di fare la partita ma gli uomini di Diana si confermano la squadra “tignosa” che ci si aspettava, riuscendo a prendere le giuste contromisure. Al 15′ grande giocata di Letizia, che arpiona un pallone, si gira e scarica di sinistro, ma Narciso para. I giallorossi provano a penetrare, ma riuscire a sfondare è difficile, così Infantino prova dalla distanza, ma l’estremo difensore ospite è attento. Ancora il vento, dopo aver graziato Narciso, per poco non beffa Nordi, che vola e toglie dall’incrocio un cross di Russo dalla sinistra; successivamente, un traversone di Sepe si stampa sul montante.

Si apre il secondo tempo e la Sicula Leonzio sale in cattedra, mentre il Catanzaro si “siede” e va’ alle corde. Punizione dell’ex Squillace che pesca Camilleri, ma un super Nordi manda in corner. Poco dopo, il numero 1 giallorosso si ripete su Arcidiacono – sempre sgusciante e temibile – mentre Zanini ci mette una pezza sulla linea di porta, opponendosi a Lescano. Le Aquile provano a destarsi ma il nervosismo regna sovrano e non si produce nulla. Al 61′ Falcone manca l’appuntamento col pallone su un invitante servizio di Letizia, che attraversa tutta l’area. Ha dell’incredibile, qualche istante più tardi, la ghiottissima occasione che proprio Letizia non capitalizza, mandando fuori di un soffio. La Sicula cresce e Dionigi non fa nulla per cambiare le carte in tavola, suscitando il malumore dei presenti. Corado prende il posto proprio di Letizia, il quale, invece di accomodarsi in panchina, guadagna gli spogliatoi, di corsa. 

Marano, così, porta in vantaggio di testa i siciliani, ribattendo a Nordi battuto. L’inizio della fine. Né Infantino, né Zanini, trovano la mira per il pari, anzi, i bianconeri raddoppiano grazie ad un penalty trasformato da Arcidiacono al 77′ per un tocco di mano di Marin, subentrato ad Onescu poco prima. Tracollo finale, l’incornata di Foggia, che sigla lo 0-3. Catanzaro a testa bassa a chiedere perdono, al grido “Andate a lavorare”, lanciato dagli spalti.

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