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L’INTERVISTA: Kamara e Catanzaro, l’amore eterno – di Claudio Pileggi

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Catanzaro e Diomansy Kamara: una storia d’amore tra le più belle che il calcio di  oggi, davvero povero di sentimenti, è capace di offrire. Un legame iniziato nell’estate del 1999 quando, appena diciannovenne, Joe (così viene chiamato) arrivò a Catanzaro direttamente da Parigi ad inseguire un sogno. Un sogno che si è realizzato ben presto, arrivando a giocare, dopo la parentesi di Modena, ad altissimi livelli in grandi squadre della Premier League  (Portsmouth, West Bromwich, Fulham,  Leicester City) e della serie A turca (Eskişehirspor), nel Celtic in Scozia, oltre ad essere un punto di forza della nazionale del Senegal, suo Paese d’origine, con la quale ha totalizzato ben 59 presenze. Un giusto premio alla sua grande passione per questo sport e naturalmente ai tanti sacrifici che ha dovuto affrontare. Sacrifici che nei primi anni di Catanzaro gli furono resi più sopportabili da un giovane negoziante con attività su corso Mazzini: Alessandro Mazza. Era da lui che Joe si rifugiava nei momenti più difficili, ed è stato lui, con la sua famiglia, a stargli sempre vicino e a credere nelle sue capacità tecniche, oltre ad apprezzarne quelle umane.

Ed è per questo che oggi quella tra Joe Kamara e Alessandro Mazza rimane davvero, a distanza di quasi venti anni, ben più di una grande amicizia, ma un vero rapporto fraterno. E puntualmente Joe, appena può, arriva a Catanzaro a trascorrere qualche giorno con Alessandro e la sua famiglia. Così ha fatto in questo fine settimana, rilasciandoci, con la sua consueta disponibilità, una piacevolissima intervista. “Catanzaro è casa mia, e appena posso ci torno volentieri. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con la città e la tifoseria, e sento il bisogno di tornare e ricambiare l’affetto di tutti gli amici. E’ bello sentire tanta familiarità. Venerdì sera sono venuti in tanti all’aeroporto a salutarmi, sono testimonianze di affetto che fanno davvero un grandissimo piacere e che io ricambio di cuore”.

Oggi Kamara ha lasciato il calcio giocato, forse prima di quanto avrebbe desiderato a causa di qualche acciacco fisico: “dopo il ritorno a Catanzaro ho fatto una interessante esperienza di qualche mese nella massima serie del campionato indiano, e mi sono quindi dedicato all’attività di procuratore. Seguo circa un ventina di calciatori un po dappertutto, al Tottenham, al Monaco e in giro per l’Europa. Sono spesso in Africa a seguire i talenti più interessanti che poi segnalo alle varie società. E’ quello che più mi piace fare, oltre al commentatore TV. Ho infatti un contratto di tre anni con la TV francese Canal Plus (Canal +), per la quale seguo la Champions League, l’Europa League e la Premier League. Una cosa che mi piace tantissimo e che mi fa anche divertire” .   

E alla domanda se tra i calciatori che segue potrebbe essercene qualcuno da Catanzaro, risponde: “i migliori costano tanto. Si parla di milioni di euro e la serie C non può certo permettersi certe cifre. E poi a me piace lavorare seriamente e solo con gente davvero forte. Non potrei portare semplici promesse che poi potrebbero deludere. Preferisco sinceramente lavorare sulla qualità, non sulla quantità. Comunque dipende, anche a Catanzaro, se la società facesse una politica di investimento sui giovani, si potrebbe lavorare bene, dipende, appunto, dai programmi della società che dovrebbe investire e soprattutto credere nei giovani, perché un calciatore giovane, se ben seguito e se si crede nelle sue possibilità, facendolo giocare con continuità, in un paio di anni porrebbe crescere e giocare ad alti livelli, proprio come è successo a me a Catanzaro”. Proprio sulla nuova società e sull’avvio stentato Joe Kamara dice che “occorre dare tempo e fiducia. Però la stessa deve essere consapevole che la piazza di Catanzaro non può accontentarsi di vivacchiare in serie C. E’ pronta, se la squadra va bene, ad esaltarsi ed essere vicina alla stessa con passione e partecipazione, così come è pronta a contestare se i risultati non arrivano. Deve fare tesoro degli errori commessi quest’anno e non ripeterli nel futuro. Ho letto, ad esempio, del trattamento riservato al mitico Masino Amato che non è stato fatto entrare all’allenamento per salutare qualcuno. Un errore gravissimo verso un personaggio che ha fatto la storia di questa società. Ecco, questi sono errori che trasmettono un segnale negativo verso la piazza, e non dovrebbero essere commessi”. Si è detto, nel periodo immediatamente successivo alla rescissione del contratto, tre anni fa, che Kamara si stava impegnando a trovare un acquirente per il Catanzaro. A questo proposito ci tiene a smentire quelle voci: “nulla di tutto ciò. Nessuno mi ha contattato e io non mi sono proposto, non è mio costume farlo. Mi sento legatissimo al Catanzaro e avrei fatto di tutto quanto nelle mie possibilità per dare una mano, e lo farei ancora oggi se qualcuno me lo chiedesse. Deve essere però qualcosa di davvero concreto perché non è certo questione di soldi, ho tanto da fare con le mie attività e per l’amore che nutro per i colori giallorossi potrei dare anche una mano, e lo farei con grande piacere. Però solo se si può lavorare con la necessaria serenità e con ambizioni concrete”.   

E sulla spada di Damocle che incombe sulla società giallorossa e relativa all’inchiesta Money Gate, Joe è convinto che “non c’è nulla da temere. La nuova società non ha nulla a che vedere con questi fatti e sicuramente Dio l’aiuterà a uscirne, come fatto in primo grado, senza alcun problema. E poi non sarebbe giusto pagare errori di altri”. Ma rimane un cruccio a Joe e alla tifoseria giallorossa per come sia finita la seconda avventura in maglia giallorossa, iniziata con tante speranze: “la vita è fatta di scelte e io rifarei senza pensarci un attimo la stessa scelta di allora. Purtroppo non è andata come avremmo tutti desiderato, e quando ho capito che non c’erano progetti seri ho preferito fare un passo indietro. Questo anche per dare un segnale forte alla città, che dimostra ancora oggi di aver apprezzato il mio comportamento sincero. E devo dire di essere davvero orgoglioso dei tanti amici ed estimatori che ancora conservo a Catanzaro. Il rispetto della gente rappresenta la migliore gratificazione professionale e umana, i soldi vengono davvero in secondo piano. Purtroppo quello che si poteva fare era davvero una cosa grande, ma evidentemente Dio ha deciso in un altro modo e andiamo avanti, pur con un pizzico di rimpianto per quello che poteva essere”. Per chiudere, un messaggio ai tifosi giallorossi: “quella tra Joe Kamara e Catanzaro non è una semplice storia professionale, ma soprattutto umana. Ripeto, il vedere la tanta gente che ha preso la macchina per venirmi a salutare in aeroporto è una grande gioia per me. Queste sono le soddisfazioni della vita, l’amore della gente. Io ricambio tanto affetto e mi sento legatissimo a questa città e ai suoi tifosi, per questo dico non mollate, sono sicuro che presto arriveranno le soddisfazioni che tutti attendiamo da troppi anni e il Catanzaro tornerà ai livelli che gli competono. Un grande abbraccio a tutti”.

E un grande abbraccio ideale da parte dell’intera città lo rivolgiamo noi a Joe. Davvero, come dicevamo all’inizio, una autentica favola quella di Kamara e i tifosi giallorossi sono sicuramente i primi ad essere felici per le grandi soddisfazioni professionali che sta vivendo. Alessandro Mazza ripete spesso che è stata una occasione persa averlo lasciato andare via una seconda volta, e non possiamo che essere d’accordo con lui. Ma i grandi amori sono eterni, e non è detto che tra Joe Kamara e Catanzaro presto non possa essere scritta un’altra pagina, stavolta a lieto fine.

 

 

Claudio Pileggi

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