“Sicula Leonzio simile a noi, sarà dura”: Dionigi alla vigilia

Non è tempo di specchiarsi più di tanto, né trastullarsi dopo aver ben figurato in casa della capolista, perché il calendario pone davanti un trittico di gara da capitalizzare, cercando di inanellare una serie di risultati positivi, in questo mese di febbraio. Come espresso giorni fa da Tony Letizia, mister Dionigi sintetizza così lo stato d’animo del gruppo, che ha lavorato in settimana, preparandosi a ricevere quella Sicula Leonzio, con caratteristiche analoghe a quelle del Catanzaro, dal punto di vista della grinta e della corsa: <<Sarà una partita difficile, completamente diversa da Lecce, perché affronteremo una squadra “tignosa”, in salute – che ha trovato l’assetto con l’arrivo di Diana – abile a prendere l’avversario “alto”, senza far giocare – analizza l’allenatore-. Non mi aspetto la stessa libertà di manovra di Lecce, ma voglio che il match si interpreti nella maniera giusta, per proseguire sulla strada del buon gioco>>, avverte il trainer delle Aquile, secondo il quale, partite come le tre che attendono i giallorossi (Sicula-Akragas-Rende, in sequenza), consentono di affrontare le big con maggiore convinzione.

Una continuità di risultati e prestazioni, metterebbe il Catanzaro nelle condizioni di testare il proprio valore, equiparandolo a quello delle altre pretendenti, per rendersi conto, definitivamente, di quanto i playoff possano essere alla portata. Al “Ceravolo”, quindi, i bianconeri dell’ex centrocampista doriano, al quale va’ riconosciuto il merito di aver risollevato la squadra, che arriverà per fare la sua partita e – perché no – tentare il colpaccio: <<La ritengo difficile come quella con la Paganese, che si è rivelata insidiosissima, ma dovremo avere un atteggiamento diverso da quella partita, pareggiata nel finale. E’ vero, a Lecce siamo stati anche molto belli da vedere in alcuni momenti, ma domani non sarà così>>, osserva saggiamente Dionigi il quale, ripercorrendo i tratti salienti della sfida persa al “Via del Mare”, rimprovera ai suoi ragazzi di essersi sfaldati una volta incassato il 2-1, a differenza di quanto fatto a Castellammare o proprio nel primo tempo contro i salentini, dopo l’1-0, quando la squadra ha rialzato la testa, reagendo. <<Abbiamo fatto un grandissimo primo tempo. Nessuna squadra ha giocato così, a Lecce – dice, a tal proposito, il mister reggiano-. Siamo partiti bene anche nella ripresa, non avevo la sensazione di prendere gol, semmai di farlo. Capisco che il modo in cui sia giunto il secondo gol abbia destabilizzato, ma avremmo dovuto continuare a giocare d’impeto, invece siamo andati in difficoltà dal punto di vista mentale>>.

Comunque, alla base dell’evoluzione di questo periodo, dopo il “break” psicofisico di dicembre, l’avere tutti gli uomini recuperati: questo è l’aspetto essenziale, ma può non bastare. Il Catanzaro è chiamato a lavorare, per migliorarsi nei sedici metri, in fase di finalizzazione e non solo: <<Dovremo evitare di ripetere gli errori in fase di possesso, cercando di essere più cattivi nei cross, facendo attenzione sulle ripartenze>>. Insomma, essere “belli” non sempre è la priorità: serve essere agguerriti, “cattivi”, per fare punti e archiviare la pratica salvezza. Una volta raggiunto questo obiettivo, si potrà puntare ai playoff.

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