Il “Ceravolo”, un tempio profanato – Il punto di Claudio Pileggi

Sesta sconfitta casalinga, eguagliato il record negativo dello scorso campionato. Ormai il Ceravolo è terra di conquista, questa è la cruda realtà. E non bastano certo gli elogi alle prestazioni generose dei ragazzi che scendono in campo (dell’impegno non ci siamo mai lamentati) per consolare la tifoseria giallorossa dalle continue umiliazioni.  Sfortunato, certo, il Catanzaro visto all’opera contro il Trapani, dove addirittura il pari sarebbe andato stretto vista la mole di occasioni da rete collezionate nel corso della gara. Ma se si subisce l’ennesimo gol su calcio d’angolo (se non andiamo errati, il dodicesimo della stagione!) che giustificazioni si possono cercare? Si rischia grosso, inutile nascondercelo.

La Paganese, quartultima, è ora a solo quattro punti, e dovremo andare a farle visita, così come all’Andria e al Fondi, terzultima e penultima. E allora, avremmo tanta voglia di sparare a zero contro questa società che è riuscita a collezionare errori su errori in una sola stagione e in una maniera che oseremmo quasi definire scientifica, ma riteniamo sia il caso invece di una tregua, perché proprio non è il momento delle contestazioni. Occorre stare vicini a questi ragazzi (la stragrande maggioranza dei quali, lo ricordiamo, è arrivata in prestito, e questo è una dato davvero disarmante) e al nuovo allenatore per mantenere quantomeno la categoria, obiettivo minimo per consentirci di ripartire il prossimo anno con rinnovate ambizioni. E proprio a luglio capiremo quali saranno queste ambizioni perché, come dice un coro tanto caro alla curva, “per vincere bisogna spendere”. A buon intenditor…

 

Claudio Pileggi

Commenti

commenti