Dramma sfiorato – il punto di Claudio Pileggi

Poteva andare peggio oggi. In fondo si è guadagnato un punto sulla concorrente più diretta e cioè la Paganese che è stata sconfitta in casa dal Siracusa. Ed è proprio la squadra campana che occorre tenere a debita distanza, visto che è l’unica delle ultime cinque ad aver disputato trenta partite, così come il Catanzaro, mentre Reggina e Fondi ne hanno disputate ventinove e l’Andria addirittura ventotto. Considerazioni numeriche importantissime, che confermano come la strada per evitare i playout, sia ancora lunga e irta di difficoltà, specie in considerazione di un calendario che già da domenica diventa difficilissimo.

E fortuna che l’Akragas è ormai spacciata, e quindi anche il quartultimo posto in graduatoria potrebbe voler dire salvezza diretta per via del regolamento playout. Una salvezza che sarebbe un vero miracolo per una formazione volenterosa ma assai limitata tecnicamente. Anche con il Francavilla, certamente tra le formazioni più scarse viste quest’anno al “Ceravolo”, si è rischiata l’ennesima sconfitta, e meno male che l’ex Anastasi ha colpito un palo, dopo aver portato in vantaggio la sua squadra, altrimenti stasera avremmo potuto davvero parlare di caduta libera. La volontà, dicevamo, non è comunque mancata, e le occasioni da rete nemmeno, spesso vanificate da tanta imprecisione, mentre la difesa continua a concedere troppo all’avversario, anche oggi resosi pericoloso in sole due occasioni (quella del gol e quella del palo).

Ma guardando la formazione scesa in campo, risalta agli occhi un dato assai significativo e che conferma quello che andiamo dicendo da tempo: tra i tanti acquisti (o meglio dire prestiti) di gennaio solo uno era tra gli undici titolari, De Giorgi. Un dato che suscita rabbia e perplessità, e non ci stancheremo mai di ripeterlo. A gennaio si è pensato di risparmiare con la rescissione di contratti in essere e capitalizzare con la cessione di Imperiale, anziché investire per rinforzare una squadra che – e i fatti ci hanno dato ragione – ne aveva tanto bisogno e, lo ribadiamo, non siamo per nulla convinti che sia stato per esclusiva responsabilità di Maglione e Doronzo. Attendiamo quindi la fine di questo calvario, per poi concentrarci sulla prossima stagione, allorquando la società non potrà prescindere da investimenti finalmente degni di una piazza nobile e generosa, ormai stanca di subire umiliazioni da qualsiasi “squadretta” venga a calpestare la mitica erba del “Ceravolo”.

 

Claudio Pileggi

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