Il ritorno di Logiudice: “Vorrei essere apripista di un ciclo importante”

Pasquale Logiudice torna nella “sua” Catanzaro, rimettendosi al servizio di quella bandiera che porta nel cuore, sentendola <<cucita addosso>> come da lui stesso ammesso, in occasione dell’incontro odierno con la stampa. Il neo direttore sportivo è realista e preferisce mantenere un profilo basso, senza esporsi in proclami, né denigrare il lavoro di chi lo ha preceduto, demandando ogni tipo di risposta a ciò che il campo decreterà tra circa due mesi.

Tanto per rimarcare il suo attaccamento alla città, lo stesso Logiudice confida d’aver avuto anche un incontro con un altro club, lunedì mattina, ma a Catanzaro è impossibile dire “no”: il cuore vince sempre su tutto, non è una questione di mero lavoro. Ammettendo d’essersi trovato vicino al ritorno già in passato, stando a quanto dichiarato, il cambio radicale materializzatosi nel giro di poche ore, senza dubbio ha un suo “perché”: <<Vi sono dei problemi, è inutile nascondersi. A questo punto del campionato non si possono operare scelte drastiche, ma servirà gestire la situazione attuale, sperando che si possa risolvere entro questo scorcio di torneo e avere modo di iniziare una nuova avventura, con idee mie – osserva l’ex giocatore delle Aquile-. Ciò che è stato fatto prima del mio arrivo non è da considerarsi sbagliato, ma il mio lavoro è diverso e il tempo dirà se sarà giusto o errato>>, puntualizza, imputando la condizione dell’US ad una serie di negatività che si trascinano dall’inizio, fino al punto di essersi accumulate oggi. Risultato? Un allenatore (mai del tutto “stimato” dal punto di vista professionale) esonerato; due direttori ed un altro allenatore dimissionari, dopo trequarti di stagione. Il caos sfociato, sarebbe stato affrontato diversamente, avendo avuto la sicurezza di qualche punto in più: <<Indubbiamente quest’organico avrebbe dovuto avere qualche punto in più, senza gli alibi degli infortuni o del cambio di gestione tecnica. Abbiamo una classifica “ibrida” e da qui in avanti, prendendo spunto dalle ultime cinque gare, avremo l’obbligo di dare il massimo. Ho lanciato questo messaggio alla squadra, che sento già mia>>.

Tuttavia, essendo più pragmatici e meno platonici, per Logiudice era essenziale interagire, gomito a gomito, con un riferimento di sua conoscenza: <<Perché Pancaro? Era necessario un allenatore con cui avessi già lavorato per poter avere una sinergia. Malgrado il curriculum – l’ex giocatore di Lazio e Milan conta esoneri a Castellammare e Catania, uniche esperienze significative – è un tecnico che porta una sua filosofia di gioco, diversa da chi l’ha preceduto. Se per Dionigi il tutto era incentrato su agonismo e intensità, nonostante il poco tempo a disposizione, Pancaro tenterà quantomeno di proporre gioco. Per”resettare” quanto successo prima e fare quell’inversione di tendenza, servirà riaccendere l’entusiasmo, per un progetto totalmente diverso>>. In tutto ciò, i giocatori pare non abbiano risentito oltremodo di quest’ennesimo avvicendamento al timone, sebbene ognuno, viva questa situazione in maniera del tutto personale: <<Vedo i ragazzi lavorare con entusiasmo e domenica sarò “spettatore” curioso, per capire come reagiranno – dice-. La partita mi permetterà di avere un segnale da valutare, tenendo conto delle altre partite, altrettanto difficili>>. Effettivamente, questo cambio tecnico avviene in una fase delicatissima del campionato, che vedrà il Catanzaro ricevere le “big” Trapani e Catania in casa (oltre al Francavilla), con le insidiose trasferte pugliesi di Andria e Monopoli, nel giro di tre settimane. Insomma, un inizio tutt’altro che semplice, ma non è il caso di fasciarsi la testa.

Il torneo volge al termine e, a priori, Logiudice avrà il compito di tastare con mano la reale motivazione di ogni giocatore, prima di considerarlo adatto al “Progetto Catanzaro”; un discorso che non esclude nessun tesserato, nemmeno i sei legati da contratto pluriennale: <<Hanno tutti le stesse possibilità di rimanere o essere tra i partenti, perché sarò io ad assumermi la responsabilità di fare le dovute valutazioni – dichiara perentoriamente-. Queste nove partite serviranno (a me e ai calciatori) per dimostrare chi sarà idoneo al progetto e da quali basi partire. Farò presente, con serenità, ogni cosa alla proprietà. Il presidente Noto sa che se arriveranno risultati positivi saranno per merito della società. In caso contrario, il responsabile sarà il sottoscritto>>, ammette il direttore.

<<Nel calcio esistono i “cicli” ed io vorrei essere apripista di un ciclo più importante. Questa è una società ambiziosa, che punta ad un campionato di vertice (ciò non vuol dire necessariamente vincere, negli ultimi anni diversi club, pur investendo tanto, hanno dovuto costruire con pazienza>>, dichiara il ds, per il quale accettare da subito, in queste condizioni, senza attendere la conclusione della stagione, rappresenta una sfida, non un attestato di presunzione: <<Avrei anche potuto fare una consulenza esterna, per poi iniziare a giugno. Ma ho voluto fortemente Catanzaro e spero che anche Catanzaro abbia voluto fortemente Logiudice>>.

 

 

 

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