Gambaretti: “Abbiamo peccato di attenzione. Ora prendiamoci la salvezza”

Prolisso ed espansivo, Giacomo Gambaretti non lo è mai stato, al pari di alcuni suoi compagni. Il ragazzo preferisce abbassare la testa e lavorare, demandando ogni risposta al campo, pur consapevole dell’annata mediocre della squadra, tra “poche luci” e “molte ombre”, complici gli avvicendamenti di gestione tecnica che, inevitabilmente, hanno un po’ destabilizzato il gruppo, sotto l’aspetto mentale.

Difesa spesso ridotta a colabrodo, con un attacco piuttosto inconsistente, la stagione del Catanzaro volge al termine, ma per portare la zattera al di là del fiume, occorrerà strappare questa salvezza già domenica, possibilmente, contro un avversario di caratura superiore: il Siracusa, collettivo che viaggia a vele spiegate verso i playoff, corsaro lontano dalle proprie mura in parecchie uscite, in questo torneo.

foto Rosito

<<E’ stato importantissimo non perdere a Cosenza, ma adesso c’è un’altra gara fondamentale e dobbiamo fare i punti – sostiene Gambaretti, intervenuto ai microfoni-. Serviranno voglia e determinazione come quelle del Siracusa, ottima squadra, nota per la capacità di aggredire tanto fuori casa e per la sua organizzazione>>.

Riavvolgendo il nastro di questa stagione controversa, il 25enne difensore lombardo offre la sua chiave di lettura: <<Buona parte della responsabilità per questo anno altalenante è nostra! Ci è mancata attenzione, in particolare in difesa – cosa che non deve accedere per un difensore, specie in serie C – ed è giusto concludere bene questa stagione, almeno con la salvezza>>, osserva, avvilito per un dato eloquente, che vede il Catanzaro tra le peggiori difese del girone.

In prestito dalla Cremonese, Gambaretti non esclude di potersi sedere a programmare un futuro in giallorosso, qualora fosse coinvolto nel progetto della proprietà: <<Personalmente, mi sono trovato bene, però avrei potuto fare meglio, quindi mi assumo le responsabilità. Se voglio migliorare, devo soffermarmi più sugli aspetti negativi che hanno contraddistinto il mio percorso – ammette, facendo autocritica-. Ho un buon rapporto con il presidente, perciò non chiuderei mai le porte>>.

Intanto, la truppa prosegue la preparazione in vista della sfida con gli aretusei, di domenica alle 14.30. Squadra più o meno al completo, viste le condizioni non ottimali di Spighi e Sabato, i quali stringeranno i denti pur di essere del match e dare il 100% in questo finale.

Una lieta visita, si è registrata nella giornata di ieri. Si tratta del presidente dell’Udinese Calcio, Franco Soldati, accompagnato da suo figlio Federico, in città per motivi di lavoro, ospiti dell’amico Floriano Noto. Ciò potrebbe sottintendere un’eventuale rapporto sinergico da instaurare anche in ambito calcistico – non solo commerciale – tra i due imprenditori, sulla falsariga dell’amicizia che, per esempio, lega l’US al Sassuolo di Squinzi.

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