Il debutto di Marcantognini: “La salvezza è più importante del mio esordio”

L’ora di Gianluca Marcantognini. “Meglio tardi, che mai” potremmo dire, pur risultando banali. Vero è, che per colui che ha ricoperto in questa stagione il ruolo da “secondo”, capita un’occasione da… “parare” al volo: dimostrare a tutti il proprio potenziale, debuttando nella partita che può valere un campionato. Tanto da imparare, ma voce ferma e spalle solide, per Marcantognini è giunto il momento di indossare i guantoni e difendere i pali del Catanzaro in partita, cosa che non gli era stata concessa nemmeno durante le uscite di Coppa, evidentemente chiuso da un leader carismatico come Nordi, appiedato dal Giudice Sportivo.

<<Aspettavo questo momento, sono felice – dice il ragazzo, intervenuto nel consueto briefing con la stampa-. Dovremo dare il massimo, per uscire dal campo senza rimpianto e fare tutto ciò che è possibile per ottenere la salvezza>>, ammette l’estremo difensore marchigiano, il quale preferisce glissare sul suo esordio, per di più al “Ceravolo”, concentrandosi unicamente sul Siracusa.

Il calcio è sport per impavidi, per gente pronta a mettersi in discussione costantemente, ad ogni età e se non si mette in conto “il dolce e l’amaro” che la carriera potrà riservare, con le responsabilità correlate, tanto vale fare altro nella vita. Marcantognini, conscio di cosa possa significare giocare per il Catanzaro in un match così importante, non è per nulla spaventato, ma motivato ad accogliere questa responsabilità: <<E’ giusto aver tensione, perché spinge a dare il meglio. Ma se si gioca con timore, allora è meglio non fare questo sport>>, afferma l’ex Matelica.

Ventidue anni tra poche settimane, riconosce in capitan Nordi un ottimo maestro, dal quale ha appreso molto in questi mesi, arricchendo il suo bagaglio, pur restando ai margini del rettangolo verde, fino ad ora. La panchina non fa piacere a nessuno, è ovvio, ed è un ruolo ingrato per un portiere cosiddetto “di riserva”, che  potrebbe rischiare di “arrugginirsi”. Eppure il numero 12 dell’US, non pare rammaricato più di tanto, ma accetta con saggezza ciò che gli ha riservato quest’annata: <<Davanti a me ho avuto un portiere fortissimo, che non scopro di certo io! Non la vedo negativa per me questa stagione, perché sono riuscito ad imparare tanto, grazie ai suoi insegnamenti. Nordi mi è sempre stato vicino, abbiamo un bel rapporto>>.

Auspicando di godere di una cornice di pubblico degna dell’importanza della gara, Marcantognini conclude: <<Domenica non sarà la “mia” giornata, ma la giornata del Catanzaro, che potrebbe ottenere la salvezza. Spero che il pubblico ci spinga verso il traguardo, come ha sempre fatto>>.

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