Aquile verso il congedo, Pancaro: “Deluso per aver perso un’occasione…”

Convince poco o nulla, il goffo tentativo di Pippo Pancaro, di fungere da scudo della squadra. Certo, è ammirevole che un allenatore protegga il proprio gruppo, respingendo ogni illazione, ma è oggettivamente impossibile, per noi addetti ai lavori – che non viviamo di dinamiche di spogliatoio ma ci limitiamo a riportare i fatti nella loro evoluzione – l’atteggiamento superficiale dei giocatori nel secondo tempo di Fondi.

Le Aquile hanno palesemente staccato la spina (non sappiamo con quanta consapevolezza), giocando al piccolo trotto per quarantacinque minuti, senza infierire su un avversario mediocre, al quale è stato consentito di rimettersi in partita, dopo un primo tempo in cui anche lo 0-2 sarebbe stato riduttivo, per le chance create ed il gioco prodotto. Risultato finale? Raggiunta la bramata salvezza, ci ritroviamo a morderci le mani a vedere il treno playoff che parte senza di noi, ma con compagini modeste, per il terzo anno consecutivo.

<<E’ un grande peccato vedere questa squadra non disputare i playoff. Sono molto rammaricato e deluso, poiché  avremmo potuto dare filo da torcere a tutti, ora che stiamo bene fisicamente e abbiamo un’identità precisa>>, esordisce Pancaro, intervenuto prima del match di Pagani. Tuttavia, il trainer dell’US cerca (ripetiamo, maldestramente) di imputare il cedimento improvviso del “Purificato”, a ragioni ascrivibili ad ansie ed alla pressione generata da un anno di tensioni: <<Non giustifico, ma capisco che sia stata un’annata di stress, le cui “scorie” che difficilmente vanno via – osserva, rinnovando gli elogi ai calciatori, per l’impegno e la disponibilità dimostrati fin dal suo arrivo, due mesi fa-. Io per primo mi ritengo più deluso di non potermi giocare l’ultima possibilità di playoff, che contento per la salvezza, ma non posso rimproverare nulla ai ragazzi>>.

La partita del “Torre”, dunque, archivierà questa controversa stagione ed il Catanzaro si presenterà così come ha condotto il cammino, dall’inizio: incerottato. Pancaro, però, non dispera: <<Non mi preoccupo, non mi serve motivare la squadra ulteriormente, perché non ha mai tradito le mie aspettative – dice-. Siamo professionisti e rispetteremo la maglia che indossiamo. Piuttosto, giocheremo col vantaggio di avere la mente libera, quindi potremo provare a divertirci di più>>, afferma, non avendo l’obbligo di guardare la classifica, a dispetto di una Paganese che, invece, deve mantenere il simbolico (ma importante) vantaggio di giocare tra le mura amiche il ritorno playout contro il Fondi.

Ringraziando Logiudice e la società per l’opportunità di rimettersi in discussione, Pancaro apre le porte, manifestando il desiderio di restare sui Tre Colli, sebbene non vi sia ancora stato incontro con i vertici societari. In chiave futura, ad ogni modo, si dovrà puntare a fare un torneo diverso dal recente passato (con quattro salvezze, di cui tre ottenute per il rotto della cuffia), in linea con le ambizioni di tutti: <<Bisogna programmare – avverte l’ex terzino di Lazio e Milan-, ma qui vi è una società seria solida ed è il punto di partenza essenziale, specialmente in una città blasonata come questa. Certo, la Serie C ha insegnato che società come Lecce, Benevento o Salernitana, hanno avuto bisogno di più anni per costruire e raggiungere traguardi! Infatti, secondo me, vincere già al primo anno è più frutto del caso che del lavoro>>. Infine, la formula per poter uscire dalla mediocrità della terza serie e tornare a calcare palcoscenici d’altra levatura:  <<Servono giocatori abituati a giocare per vincere, abituati a sostenere le pressioni, ai quali aggregare giovani di qualità. Solo in questa maniera, si può ipotizzare un campionato di vertice>>. 

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