Rinascere, con umiltà e abnegazione: il ritorno di Auteri

Un colpo di scena, ma non così atteso: Gaetano Auteri irrompe nella sala convegni adiacente alla sede del Catanzaro Calcio, tra applausi scroscianti.

L’incontro con la stampa, voluto dalla società per la tarda mattinata, non poteva non prevedere la presenza del tecnico di Floridia: contratto biennale, con opzione per il terzo (bonus inclusi) e tanti buoni propositi. Eppure, Noto, Logiudice e Auteri, all’unisono predicano “umiltà e abnegazione”, all’alba di una stagione che dovrà vedere un Catanzaro competitivo, ma non certo obbligato a vincere. La frenesia di una piazza immersa in una coltre di pessimismo e depressione per anni, fino a perdere la trebisonda: no, questo errore non deve ripetersi, ecco perché servirà calma, fiducia e impegno, da parte di tutte le componenti.

Nel ripercorrere l’annata conclusa, il presidente Floriano Noto ha un velo di rammarico pensando ai risultati auspicati e non raggiunti. Ad incidere in maniera fatale, oltre alla partenza fuori tempo massimo (squadra da allestire, sede del ritiro, ecc), l’handicap psicologico scaturito dal processo “Money Gate”, durante la prima parte del torneo: <<E’ stato un anno molto difficile sotto l’aspetto gestionale. Le difficoltà sono state dettate anche dall’essere appesi a un filo, ma poi ne siamo usciti vincitori su tutti i fronti (anche per il punto poi restituito)>>, ammette il patron, ringraziando pubblicamente gli avvocati Cantafora e Pittelli, per aver difeso nelle aule dei tribunali l’US, senza voler incassare un centesimo, in segno d’amore e attaccamento.

Diversi, quindi, gli annunci che hanno fatto da prologo all’ingresso dell’ex trainer del Matera. Su tutte, l’ufficializzazione della denominazione di “US 1929”, poi l’idea di rivoluzionare l’aspetto del “Ceravolo”: sul modello inglese, l’ex “Militare” vedrà l’abbattimento delle barriere, intanto per le due tribune (si attende l’approvazione, per la prossima settimana) con un intervento anche sul tunnel e sulle panchine, che diverranno per l’appunto “all’inglese”, con doppia fila di sedute, al fine di consentire visibilità agli spettatori dei Distinti.

Con la campagna abbonamenti al via il prossimo 2 luglio, tra le novità, il campo “Pietro Mennea” (già Campo Scuola) che, insieme al “Campo B” in sintetico, sarà a disposizione del Settore Giovanile, <<per far vivere ai giovani l’aria della città, quotidianamente>>. Ad intervallare la conferenza, la proiezione video con l’emozionante monologo di Giorgio Vignando, prima dell’intervento di Pasquale Logiudice: <<Allestiremo una squadra competitiva, come la città merita. Ciò non vuol dire che saremo la “squadra da battere”, ma la società sta facendo tutto ciò che è nelle sue possibilità, per creare un progetto vincente in poco tempo – sostiene, demandando alle valutazioni del tecnico la posizione dei sette calciatori attualmente sotto contratto-. Non voglio far scemare l’entusiasmo, ma sono una persona razionale e coerente>>, dice il ds, invitando alla cautela una tifoseria troppe volte annebbiata da ansie controproducenti.

Dulcis in fundo, ecco Gaetano Auteri. Nel rivedere vecchie facce, anche tra i giornalisti, la memoria del tecnico siculo ritorna a quel luglio 2009, quando, praticamente sconosciuto, prese contatto con il pessimismo di allora. Negli anni le cose sono cambiate, al punto da diventare il numero 1 degli allenatori di Serie C, capace di tramutare in oro tutto ciò su cui abbia messo mano, estrapolando il meglio anche da calciatori modesti, tanta è l’empatia che riesce a trasmettere alle squadre da lui guidate: <<Sono un uomo che non si emoziona facilmente, voi mi conoscete… ma certi attestati di stima, mi commuovono e vi ringrazio>>, rivela, Auteri, il quale afferma d’aver provato “invidia” nel tornare qui da avversario, lo scorso anno, constatando quanto le cose fossero cambiate, nel fare il raffronto con la situazione disarmante del 2009/2010.

Auteri torna a Catanzaro per dare un contributo sostanziale, per puntare in alto (sempre con la calma e la mentalità “aziendalista” che lo contraddistinguono), stipulando un contratto pluriennale (senza avvalersi della figura del preparatore atletico), come fece a Benevento: le potenzialità della piazza ed il valore della società, lo hanno indotto a fare questa scelta, ancor prima di parlare di “cifre” con la proprietà. <<Sappiate che Catanzaro è destinata ad abbandonare questa categoria nel giro di un paio d’anni. Voglio che la piazza torni in un ambito più confacente a tradizione, cultura e passione. Dipendesse da me, andrei in campo a lavorare da domani mattina, ma stiamo dando vita ad un percorso, con la voglia di crescere, strutturarci e migliorare>>, sostiene, introducendo la mentalità del “merito” per ottenere le vittorie.

In una carriera costellata da successi, unica macchia – indelebile – l’incredibile disfatta playoff andata in scena al “Flaminio” otto anni fa, con una trama surreale, che ancora oggi lascia perplessi sulla buonafede di alcuni degli attori coinvolti. Auteri non abbandonerà mai quel senso di tristezza nel rievocare quel funesto evento. Gola secca, salivazione azzerata, sconforto, sebbene lui non abbia nulla da rimproverarsi: <<Il mio calcio ha valori morali ed etici e ho scelto Catanzaro con grande anticipo (nonostante offerte da altre categorie) anche per questo motivo, per riscattare un episodio triste. Nonostante le illazioni fatte, non mi sento assolutamente responsabile – ribadisce-. Ancora oggi non riesco a trovare una risposta, a darmi una spiegazione. Nel tempo ho imparato a cancellare ciò che appartiene al passato, concentrandomi sull’immediato futuro>>.

Il futuro di Auteri si chiama Catanzaro, si chiama rinascita.

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