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“Ricordi quella volta…”: Napoli-Catanzaro, “la prima” di Edi – di Aurelio Fulciniti

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Bivi

Quando si parla di Storia, rigorosamente in maiuscolo, le partite più belle coincidono quasi sempre con la classica “Prima” di campionato. L’esordio coincide spesso con la partita più bella del campionato e viene sempre ricordata negli anni successivi, tranne in caso sconfitta. A maggior ragione rimane nella memoria di tutti, quando si tratta di Serie A.

Il Catanzaro ha sempre dato battaglia da par suo, nei suoi sette “esordi” nella massima serie. Ed è uscito sempre a testa alta, anche quando ha perso. Ma c’è una “prima” di campionato che ebbe e, continua ad avere, un sapore particolare, e risale precisamente al 13 settembre 1981. Era un calcio serio, che si giocava solo di domenica e i tifosi giallorossi quel giorno erano ancora più seri. In estate era andato via un idolo, Massimo Palanca, ed era arrivato a sostituirlo Edi Bivi, friulano di Lignano Sabbiadoro (Udine), ventiduenne centravanti con fiuto del gol e scatto fulmineo, un po’ alla Paolo Rossi. Più che un centravanti, arrivando dalla Mestrina in Serie C2 era poco più di un’incognita con molte diffidenze intorno. Al contrario di Palanca che, passato proprio al Napoli, per il folto gruppo di tifosi giallorossi presenti al San Paolo era un vero spauracchio, con in più l’ansia del “gol dell’ex”.

In quel Napoli-Catanzaro del 13 settembre ’81, Edi Bivi parte titolare, mentre Palanca è già in panchina, “esiliato” da un allenatore che non lo volle mai apprezzare come Rino Marchesi, il quale, con autentica codardia lo relegò in panca dopo due rigori sbagliati in Coppa Italia, dimostrando di capirne poco, se non di calcio, certamente di uomini. Poco incline a comprendere il carattere dei propri giocatori, Marchesi fu tuttavia allenatore quotato in quegli anni, allenando l’Inter nella stagione successiva e la Juventus dal 1986 al 1988, in entrambi i casi con scarsi risultati.

Tornando alla partita, Palanca entra in campo subito nel secondo tempo, giusto in tempo per seguire l’azione della rete del Napoli al 46’ con un gran gol di Claudio Pellegrini, all’epoca più noto come “Pellegrini III”.

La partita sembra in discesa per i partenopei, ma il Catanzaro ribatte colpo su colpo e meriterebbe ampiamente il pareggio. E questo arriva all’87’ con un calcio di rigore decretato dall’arbitro Lops di Torino per un netto aggancio di Vinazzani su Sabato in piena area. Un altro debuttante avrebbe esitato davanti al dischetto del rigore, ma Bivi no. E difatti spiazza il “giaguaro” Luciano Castellini, grandissimo portiere.

Il grande Luigi Necco, nella sua cronaca a “90° Minuto”, storpia il cognome di Edi, trasformandolo in “Bivio”.  E fu proprio quel rigore il “bivio” della sua carriera, che lo rende ancora oggi fra gli attaccanti più amati dal pubblico di fede giallorossa.

 

Aurelio Fulciniti

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