“Sprigionare la rabbia accumulata”: gli obiettivi di Ciccone

Non vi era stato modo, per Nicola Ciccone, di intrattenersi in sala stampa nell’immediato post-Cavese. A bocce ferme, l’attaccante cremasco ha avuto modo di incontrare i giornalisti nel consueto briefing infrasettimanale e analizzare il match di Coppa di domenica scorsa, di cui lui è stato mattatore, insieme a D’Ursi, con una doppietta decisiva.

Insomma, buon modo di presentarsi all’esigente pubblico del “Ceravolo”, che evidentemente attendeva un ariete dal pedigree di un certo livello: <<Un esordio niente male, è vero, ma adesso il “problema” è proseguire così – ironizza-. Ora devo restare coi piedi per terra, lavorando e seguendo il mister in settimana, per dimostrare che non è stato un caso, quanto successo. Qui è un calcio vero>>, afferma, consapevole di quanti benefici potrebbe avere la sua carriera, se realizzasse una buona stagione in una piazza “tosta” come Catanzaro.

Appena due gol in trentadue presenze a Gubbio nella passata stagione (oggettivamente pochissimi), la tifoseria giallorossa, dopo quanto visto, auspica per Ciccone un percorso di crescita simile a quello di Mosciaro, che giunse a Catanzaro dopo una stagione tutt’altro che brillante alla Pro Patria, divenendo poi un goleador sotto la bacchetta di Auteri. <<Qualche settimana fa ero a casa ad allenarmi con una squadra di serie D e ora con Auteri spero le cose vadano sempre meglio>>, sostiene il numero 2 dell’US, il quale rivela di trovarsi a suo agio da centravanti puro in un tridente, lui che, per sua natura, ha sempre agito da esterno: <<Il mister chiede sacrificio, ci chiede di andare oltre la fatica in allenamento, per avere poi i frutti in partita. Tocca a noi attaccanti fare pressing per primi perché, recuperando palla nei pressi dell’area avversaria, abbiamo maggiore facilità nel trovare la via del gol>>. 

Per nulla annichilito dai nomi blasonati accostati alle Aquile in chiusura di mercato, il ragazzo vede nella concorrenza tra compagni, un punto favorevole per rendere al massimo: <<Ben venga la concorrenza, perché avere compagni di spessore mi aiuta a stare sul pezzo e dare sempre il 100% in allenamento>>. 

A questo punto, arrivare da sconosciuto e affermarsi in una città che vive di pallone sarebbe un’impresa per chiunque, ma Ciccone punta dritto, verso l’obiettivo: <<Sono arrivato senza avere una credibilità, ma alla fine è il rettangolo verde a parlare. Ho capito che se voglio fare il calciatore nella vita devo cambiare. Adesso devo sprigionare tutta la rabbia accumulata>>.

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