“Ricordi quella volta…”: Ottobre ’80: “Quartetto al comando in A, c’è il Catanzaro” – di Aurelio Fulciniti

Un primo posto in Serie A non si scorda mai, anche se dura solo per una giornata e dopo solo cinque partite di campionato. Per una cosiddetta “grande” sarebbe gloria effimera, da dimenticare, ma per chi tifa Catanzaro è un primato di una settimana che dalla realtà è entrato a piè pari nella leggenda del calcio in giallorosso.

La partita del 19 ottobre 1980 al “Rigamonti” di Brescia contro le rondinelle non sarà mai dimenticata. Il Catanzaro arriva all’incontro con due vittorie casalinghe (1-0 col Torino, gol di Palanca, e 2-0 con il Como, gol di Palanca e Boscolo) e due pareggi di prestigio in trasferta, entrambi in rimonta negli ultimi minuti (1-1 a Napoli, gol di Sabato e 1-1 con la Fiorentina, gol di De Giorgis).

La partita, diretta da un arbitro scomparso di recente e che qualche anno dopo lasciò pessimi ricordi a Catanzaro, il signor Luigi Agnolin di Bassano del Grappa, si sblocca al 39’ del primo tempo con il mitico Carlo Borghi, entrato da poco al posto di Palanca infortunato, che realizza uno dei tanti gol di classe che gli appassionati ricordano, raccogliendo una punizione dalla lunga distanza di Majo e insaccando imparabilmente in piena area. Potrebbe essere il primato in solitaria (anche se all’epoca una vittoria valeva due punti), ma al 54’ il Brescia pareggia, con un’autorete di Sabadini che devia in rete un colpo di testa quasi innocuo di Bergamaschi.

E il giorno dopo, il “Corriere dello Sport” pubblicò un commento alla partita che tutti i veri tifosi del Catanzaro ancora oggi ricordano a memoria: <<Un quartetto al comando, c’è anche il Catanzaro. Trionfa la provincia calcistica, rappresentata dalla sua squadra miracolo. Per sedici minuti il Catanzaro ha sognato ad occhi aperti: era solo in testa. La curva sud, palesata di giallorosso, era tutta fremiti. La gente adesso sta lasciando Brescia, calano le prime ombre della sera, la festa continua, sono caroselli allegri. Il Catanzaro è in testa assieme a Fiorentina, Inter e Roma. Senza quel dannato autogol, senza il pareggio bresciano, sarebbe stato primato in solitudine>>.

 

Aurelio Fulciniti

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