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Aquile al rush finale. Signorini: “Io ci credo”

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Lo scorso agosto Andrea Signorini era approdato sui Tre Colli con un bagaglio carico di aspettative. Aspettative ampiamente corrisposte dalla piazza, che lo vedeva tra gli attori principali del torneo.

Infortuni e un pizzico di cattiva sorte, però, hanno messo il bastone tra le ruote ed il ragazzo ha trascorso il girone d’andata più in infermeria che con gli scarpini allacciati, nella difesa giallorossa.

“La vita è una ruota” come suol dirsi e così, chinato il capo per ricominciare da zero, sudando e faticando, il numero 15 delle Aquile è tornato ad essere il protagonista che ci si auspicava divenisse – complice l’assenza di Figliomeni, là dietro – addirittura rivelandosi “uomo-gol” all’occorrenza. Decisivo contro il Monopoli, Signorini si è ripetuto domenica scorsa, rompendo gli equilibri di una partita “contratta” e bloccata sullo 0 a 0 per circa un’ora, contro una Sicula Leonzio arcigna, giunta al “Ceravolo” per strappare punti.

<<Sono contento per il gol, ma era importante vincere. Dopo tre sconfitte non è facile rialzarsi>>, ammette il 29enne tosco-ligure, il cui record personale di marcature realizzate in un campionato è fermo a tre reti, quando vestiva la maglia dell’Alessandria nove anni fa. Esigente al 100% da se stesso (<<Voglio sempre di più da me, non bisogna mai accontentarsi>>, dice) la priorità resta il bene della squadra: <<Come successo col Monopoli o con la Sicula, è normale che per sbloccare alcune partite serva l’episodio! Ma noi dobbiamo continuare a lavorare secondo gli insegnamenti del mister, mettendoci “quel” qualcosa in più che è mancato nelle tre gare perse>>, osserva Signorini, il quale preferisce non badare alla Juve Stabia che ha notevolmente rallentato il proprio passo, ma focalizzarsi solo sul proprio cammino.

A proposito di primo posto, aggiunge: <<Io ci credo! Finché la matematica non sentenzierà altro, io ci crederò. Dobbiamo guardare avanti e non fare progetti “a lungo termine”. Con la Cavese sarà difficile come con chiunque altro, d’ora in poi. Ma noi dovremo pensare solo a proporre il nostro calcio e quell’intensità che ci hanno contraddistinto>>.

 

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