Amarcord

“Ricordi quella volta…”: Capodanno ’96 e le sfide epiche col Catania in C2 – di Aurelio Fulciniti

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(FOTO: calciocatania.com)

Nella gara dello scorso novembre, il Catanzaro ha infranto un tabù al “Cibali” che durava addirittura dal 26 maggio 1974, quartultima di ritorno in Serie B, quando la squadra guidata da “Don” Carmelo Di Bella (tra l’altro storico allenatore del Catania che portò in A negli anni Sessanta, ma molto apprezzato a Catanzaro) espugnò l’attuale “Angelo Massimino” con un gol di Carlo Petrini al 26’. A fine campionato il Catania retrocesse in Serie C, mentre il Catanzaro si salvò in maniera quasi miracolosa, ma pienamente meritata, perché affrontò il finale di stagione con spirito garibaldino. Uno spirito che vorremmo rivedere più spesso, al giorno d’oggi.

Negli anni, le squadre si incontrarono anche in B, ma i precedenti più avvincenti che vogliamo ricordare oggi sono quelli degli anni della C2 con partite epiche, quando il Catania rappresentava la prima rivale dei giallorossi. Come non citare una partita rimasta nella memoria di tanti (sia pure con qualche “amnesia”).

Era l’antivigilia di Capodanno, e più precisamente il 30 dicembre 1995. Pomeriggio gelido, tuttavia denso di emozioni. Chi quel giorno andò allo stadio con la febbre o l’influenza, di sicuro tornò a casa “guarito”! A fine primo tempo, il Catania andò negli spogliatoi in vantaggio con gol di Naccari al 40’. Partita in salita, ma il Catanzaro attaccò per tutta la ripresa a testa bassa fino al pareggio agguantato al 74’ con un gran tiro di Galeano da posizione decentrata. E qui emerge l’amnesia di cui sopra: per anni siamo stati convinti – e lo siamo ancora – che il gol fu di Galeano, ma in realtà il tiro fu deviato di testa da Sampino nel tentativo disperato di mettere in angolo. Tale fu la velocità dell’azione, che nessuno si accorse dell’autogol. Eppure anche le immagini di una nota emittente televisiva locale, lasciavano poco spazio a dubbi. Ma intanto era arrivato il pareggio e al minuto 84, giunse il gol vittoria segnato da Di Baia, che portò sugli spalti una “temperatura da spiaggia” di Copacabana, assai poco invernale. Un finale di partita indimenticabile, ancora oggi.

Altro capitolo degno di essere raccontato. Alla seconda giornata di ritorno del campionato 1996-97, il 26 gennaio, altro scontro epico al “Ceravolo”, che finì 1-1, al cospetto di oltre diecimila spettatori. Catanzaro in vantaggio dopo undici minuti con un rigore trasformato da Michele De Min, centravanti poco prolifico e per giunta “con un piede solo”, in evidente difficoltà quando doveva “aggiustarsi” il pallone. Dopo appena sette minuti pareggiò Umberto Brutto per il Catania. Ed è il gol dell’ex, il quale tuttavia esultò sotto la Curva Est con i tifosi rossazzurri.

L’8 marzo 1998 il Catanzaro piegò un Catania in difficoltà, allenato da Franco Gagliardi di Casole Bruzio, beccato dal pubblico, con un gol di Acampora, altra meteora d’attacco che sorvolò il pianeta giallorosso in quegli anni.

L’ultimo scontro in C2 risale al 13 settembre 1998 sul campo neutro dello Stadio “Carlei” di Lamezia Terme (oggi completamente abbandonato): davanti ad una cornice nutrita, il Catania passò in vantaggio dopo tre minuti con il “solito” Brutto, salvo poi incassare il pareggio al 53’ ad opera di Marsich.

Veniamo ai giorni nostri. Quel che ci si attende, è una partita sicuramente con uno spessore tecnico di gran lunga superiore rispetto a quelle appena riepilogate, ma anche con ben altri obiettivi; soprattutto con un pubblico degno di quei tempi, che fino ad oggi si è visto poco, ma che ci auguriamo torni a ripopolare gli spalti dell’ex “Militare”. Proprio come una volta.

 

Aurelio Fulciniti

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