L'avversario di turno

SI GIOCA CONTRO… La Cavese

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Se si dovesse pensare a un tipico campo di serie C, girone meridionale, verrebbe subito in mente quello di Cava de’ Tirreni. Con l’accezione più positiva possibile, infatti, l’ambiente biancoblu ha tutte le caratteristiche del più vero e sano – e quindi bello – calcio di provincia: passione, calore, rumore, vicinanza a 360 gradi, 365 giorni all’anno, e quel misto di malizia e pressione, specie nei confronti degli avversari, che è il sale di questo sport. La Cavese, insomma, è la classica squadra contro la quale è sempre difficile giocare e il terreno di gioco del “Simonetta Lamberti” è proverbialmente, sempre ostico.

LA STORIA

E dire che negli anni ’80 la Cavese rischiò seriamente di approdare in serie A. Arrivata in serie B solo l’anno prima, nella stagione 1982-83 gli Aquilotti giunsero sesti nel campionato cadetto a tre punti dalla promozione e stupendo davvero tutti, soprattutto il Milan a San Siro che fu sconfitto – per la prima e unica volta tra le mura amiche – per 2-1 dai metelliani. Questa vittoria e l’intero torneo rappresentarono il momento più della storia della Real Cavese, come venne simpaticamente denominata per i suoi splendori in quegli anni.

I PRECEDENTI

Anni in cui gli scontri col Catanzaro sono veramente rari, anche perché i giallorossi veleggiano in serie A. Ma nella stagione ’83-84 arriva la prima sfida che vede i campani trionfare per 1-0 grazie alla rete al 68’ di Di Michele, bomber di una squadra nella quale spicca il nome di un giovane Giampiero Gasperini e di un ex giallorosso, Leonardo Bitetto. Il Catanzaro prova a vendicarsi l’anno dopo ma il “Lamberti” resta ancora tabù perché il match finisce 0-0. Da ricordare in quella Cavese, Gianluca Signorini, bandiera del Genoa e padre del difensore giallorosso Andrea. Passano quasi dieci anni senza che Cavese e Catanzaro si affrontino, poi sul finire del millennio, ecco una serie di sfide importanti tra due autentiche protagoniste della serie C di quegli anni. Ma per il Catanzaro ancora nessuna gioia. Due 1-1 nel ‘97/’98 e nel ‘98/’99 poi una sconfitta per 1-0 l’anno successivo ancora. Insomma, un vero e proprio campo maledetto per le Aquile, per le quali è giunto il momento di voltare pagina e provare a uscire da Cava con i tre punti. L’andata al “Ceravolo” (lo scorso dicembre), vide i campani strappare un punto al termine di una gara “maschia”: al vantaggio di Lia replicò Kanoute. 

GLI EX

Oltre a Bitetto, già citato, la storia ne annovera davvero tanti, specie nei ruggenti anni della quarta serie. Illario, Losacco e soprattutto due indimenticabili: Ivano Pastore e Rino Frisenda, oltre al mitico Paolo Braca. Nella compagine attuale, invece, ritroviamo Alessandro Vono, a difesa della porta dei giallorossi nel precedente Catanzaro targato Auteri e Loris Bacchetti, buona comparsa durante l’interregno Cozza-Cosentino.

Bacchetti

IL MOMENTO ATTUALE

Vono e Bacchetti (autore del gol “salva risultato” domenica scorsa) che, come tutta la squadra stanno affrontando il ritiro, accompagnato dal silenzio stampa, voluto dalla società. Decisione strana visto che la squadra non perde da dieci partite ed in piena corsa per i playoff. I biancoblu però contro il Catanzaro dovranno fare a meno dell’esperto capitano Favasuli e del giovane Tumbarello.

Entrambi centrocampisti, entrambi titolari, entrambi squalificati per limite di ammonizioni. Inoltre durante le ultime sedute di allenamento Migliorini e Sciamanna hanno svolto un lavoro differenziato dal gruppo. Ma la loro presenza, al momento, non è in dubbio in una formazione che mister Giacomo Modica dovrebbe schierare con il suo tipico 4-3-3: davanti a De Brasi, confermata la linea difensiva con Palomeque, Silvestri, Bacchetti e Filippini; oltre a Nunziante, uno tra Buda o Sciamanna dovrebbe prendere il posto di Tumbarello e De Rosa quello di Favasuli. Straconfermato bomber Fella, doppietta domenica e già nove 9 gol, con lui Magrassi e Heatley.

 

Francesco Calvano

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