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Aquile, ancora un “suicidio” sportivo: vince il Siracusa, maledetti undici metri

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Il Catanzaro non ha vinto il campionato per oggettivi limiti, rispetto alle pretendenti. Giusto così, onore delle armi a Juve Stabia e Trapani, che ha blindato il secondo posto. In verità – arbitraggi discutibili in alcune occasioni, a parte – la sorte aveva servito alle Aquile le occasioni per porsi in una condizione ottimale in chiave promozione. Occasioni, puntualmente, gettate alle ortiche. E’ successo a Trapani, è ricapitato a Castellammare e si è verificato al “Nicola De Simone”. A tradire, sempre il dischetto dell’area di rigore. Non una, ma addirittura due volte in un minuto, gli uomini di Auteri hanno sciupato l’opportunità di riacciuffare una gara ben gestita dal Siracusa. Allora, chi spreca in maniera reiterata, evidentemente non merita? Non lo si sa. Certo è che l’US deve badare a rendersi presentabile in occasione dei playoff, perché ponendosi senza ardore e intensità e con tale vacuità, si finisce inevitabilmente a testa in giù. Mentre il Catania getta alle ortiche la gara a Cava de Tirreni, facendosi rimontare nel recupero, il Catanzaro perde a Siracusa per 1 a 0. Ciò vuol dire che i giochi sono ancora aperti per il terzo posto.

La cronaca. Prima novità di formazione: fuori Maita e Bianchimano, dentro Iuliano e Ciccone, nelle veci di “falso nove”. Sul braccio di Figliomeni la fascia di capitano.

Primo sussulto per il Catanzaro al 6′, con un sinistro ad effetto di Ciccone, di un soffio sul montante. Successivamente, deviato in angolo un tiro-cross di Parisi, costretto ad uscire per problemi muscolare poco dopo. Al suo posto Souarè. Al 10′ Crispino è bravissimo e devia in corner su un insidioso rasoterra di Iuliano. Ancora il brasiliano ci prova, ma è velleitario il suo sinistro. E’ il Catanzaro a detenere maggiormente l’iniziativa. Di poco alto sulla traversa un destro di Fischnaller al 20′. Al 33′ Ciccone manda fuori causa la difesa di casa e guadagna una punizione interessante: dal limite, la sua soluzione è preda di Crispino. Squillo aretuseo con Vazquez, ma è alto. Iuliano dimostra di avere un conto aperto con l’estremo difensore azzurro, che si allunga e respinge il pericolo. Provvidenziale una scivolata di De Risio che evita un tentativo di contropiede del Siracusa, lanciato in campo aperto. La doccia gelata arriva nel minuto di recupero concesso da Acanfora. I padroni di casa trovano il vantaggio un istante prima dell’intervallo con Vazquez che svetta e sovrasta Figliomeni su un liftato cross dalla destra di Souarè e buca Furlan. La difesa incassa ancora un gol di testa  in fotocopia, come accaduto con Francavilla e Viterbese. Il Catanzaro paga, per l’ennesima volta, l’eccesso di leziosità a dispetto di uno scarso pragmatismo.

Nella ripresa ci si attenderebbe un piglio più aggressivo dei giallorossi, ma una reale razione non si percepisce. Anzi in avvio Riggio si arrende per infortunio: al suo posto Casoli, conseguente cambio di modulo in 4-3-3, con Statella e Favalli terzini. Il Siracusa gioca con eguale coraggio di rimessa e Catania ha una buona occasione, neutralizzata da Furlan. Auteri mischia le carte, lanciando Bianchimano, Maita e Nicoletti, per Iuliano, Ciccone e D’Ursi, ristabilendo il 3-4-3. Al 63′ Fricano sbaglia un controllo banale sugli sviluppi di una rimessa laterale e atterra Fischnaller: per Acanfora non ci sono dubbi, ed è calcio di rigore. Dal dischetto Fisch calcia centrale, così Crispino para senza patemi. Il Catanzaro ha l’occasione di trovare il pari un minuto più tardi: Bianchimano è lanciato in contropiede solitaria, l’ex Daffara lo stende in area. Rosso per il difensore e dagli undici metri Crispino si erge ad eroe di giornata, parando il penalty di Bianchimano. Incredibile situazione tragicomica. Totalmente galvanizzato, Crispino fa scudo su un tiro ravvicinato di Favalli, al 70′. Il contraccolpo, ovviamente, è forte, tant’è che la superiorità numerica in campo non è minimamente percepibile. Nonostante sei minuti di recupero, non succede praticamente nulla: finisce 1-0, squadra a rapporto sotto il settore ospiti, con Figliomeni a colloquiare con i tifosi. Il Siracusa ipoteca la salvezza, il Catanzaro deve recriminare con se stesso. Per l’ennesima volta.

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