"La parola ai tifosi"

“La parola ai tifosi”: gli amori giallorossi di Manuel Colao

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La domenica è un giorno bellissimo per chi, come noi, è nato a Catanzaro. Si viene svegliati dal profumo del ragù e magari si fa anche colazione con le polpette della nonna, appena fatte. Dopo aver condiviso il pranzo con la famiglia, l’impegno irrinunciabile è la partita. Passeggiata d’obbligo fino al “Ceravolo” con amici al seguito, oppure “rimpatriata” sul divano per seguirla in radio o tv: quello della partita resta l’appuntamento più importante della settimana. E così come migliaia di tifosi è cresciuto Manuel Colao, protagonista della nostra rubrica, ideata apposta per dar voce a chi ha sangue giallorosso nelle vene, nonostante la vita possa condurre lontano dalla propria terra.

Manuel Colao nasce e cresce sui Tre Colli ma ora vive altrove per il più dolce dei motivi: Valentina. Sempre giallorossa ma originaria dei Sette Colli, la bellissima ragazza romana fa breccia nel cuore di Manuel che per lei lascia la sua amata città e il suo lavoro a tempo indeterminato e, come molti di noi, con coraggio e intraprendenza,  va a conquistare la sua felicità. Ma la decisione di trasferirsi a 650 km da casa ha diverse conseguenze: a 33 anni dover rimettersi in gioco, avventurarsi in un contesto nuovo in cui per sbancare il lunario con orgoglio ci racconta di aver svolto tre lavori contemporaneamente. <<La mattina facevo l’autista, il pomeriggio correvo a casa, infilavo la tuta e le scarpette da calcio per allenare una squadra giovanile nel Quartiere San Giovanni e la sera andavo a fare il cameriere fino alle 2 di notte, perché l’indomani alle 6 sare dovuto essere nuovamente in macchina>>.       

Manuel ottiene un nuovo (ma non troppo) lavoro. Viene assunto dalla filiale romana dell’agenzia assicurativa (della quale è analista finanziario) per cui lavorava a Catanzaro. E finalmente, il 6 luglio del 2014, Manuel e Valentina convolano a nozze. Nel romantico scenario della spiaggia di Caminia, bagnandosi i piedi con l’acqua di quel mare che per Manuel rappresenta linfa vitale ed energia pura, i due realizzano il loro sogno che raggiunge la massima espressione con la nascita di Angelica nel 2015, che al “pane e Nutella” preferisce pane e olio oltre a pomodori e merendelle rigorosamente calabresi

Manuel e la sua splendida famiglia

Originario del quartiere Via Molè, i campioni idolatrati nella famiglia Colao sono i grandi di Serie A (i vari Scirea, Platini, Baggio, Ravanelli, Del Piero, Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi, Maldini). Tuttavia Manuel viene catturato da altri campioni e le loro gesta: Palanca e i suoi gol da calcio d’angolo, le strabilianti rovesciate di Pino Lorenzo, gli innumerevoli gol di Giorgio Corona. Si rende conto di essere stato contagiato dalla febbre giallorossa nel match Catanzaro-Triestina, nel 1987 quando proprio Massimo Palanca sbagliò il rigore al 90’ e questo, alla fine, costò la mancata promozione in serie B. Ma cosa successe? Un pubblico veramente d’altri tempi e catanzarese fino al midollo si alzò in piedi ad applaudire comunque il suo Re: <<Lì capii che per tifare Catanzaro devi essere pronto sempre a soffrire>>. E non possiamo negare che alle sofferenze siamo abituati, ma ogni tanto qualche gioia arriva. Per citarne una torniamo al derby di Coppa Italia del 1998 nel “San Vito” a beffare il Cosenza con un gol di De Sensi: <<La ricordo come una bella vittoria perché il Cosenza era primo in classifica e quell’anno salì in B mentre noi eravamo in C2 per cui i rossoblu erano convinti di fare un solo boccone, invece finì diversamente” . Dunque per Manuel, quella con il Cosenza, tra gli svariati scontri con le squadre della realtà calabrese è la partita più rappresentativa dell’orgoglio regionale. <<I ‘cugini’ tentano improbabili coreografie o cori verso le quali noi abbiamo avuto sempre e prontamente risposte goliardiche. Su tutte, quello dei deltaplani che hanno ribadito il concetto che le aquile li sovrastano sempre>>.

In trasferta a Rieti il mese scorso

Facendo un salto ad oggi, cosa pensa dell’attuale assetto della compagine giallorossa? <<Abbiamo una squadra molto giovane che ci ha messo un po’ ad assimilare gli schemi di mister Auteri, dove non esistono fuoriclasse ma buoni giocatori più o meno sullo stesso livello. Spero che, comunque vada, quest’anno non si faccia il solito errore, commesso da sempre a Catanzaro, ovvero smantellare completamente l’organico e farne uno nuovo. Questo gruppo possiede elementi cardine, come Daniele Celiento, che a me piace molto. Credo sia prioritario mantenere l’ossatura attuale, fare acquisti mirati per inserire figure per migliorare i reparti. Infine vorrei fare un appello a tutto il pubblico perché torni allo stadio in massa. Smettiamola di fare “i tifosi da tastiera”, bisogna essere presenti e non atteggiarsi ad allenatori o presidenti con critiche e pettegolezzi. La cosa che conta è sostenere la società. La prossima stagione vorrei che il presidente Noto ci regalasse quell’attaccante che noi tifosi tanto sogniamo. Parlo del Catanzarese DOC Pietro Iemmelo, un attaccante capace di fare gol anche in partite in cui la squadra non gira a mille e sono certo che anche lui sogni di giocare in questa piazza, la sua piazza”.

Un tifoso che segue da lontano, ma che rimane presente nella nostra realtà seguendo in rete e sui social le vicissitudini delle aquile, al punto da collegare il telefono al pc o il pc alla tv con cavo, come se giocasse la serie A: <<E’ chiaro che durante le partite “parlo con la tv” con lo stupore della gente che in casa pensa che io sia pazzo>>! E come “pazzo” è stato additato da alcuni quando ha mollato tutto per andar via, ma non senza peripezie, questo “pazzo” ci ha creduto e ce l’ha fatta e per noi è un piacere poterne raccontare la storia. <<Un ringraziamento particolare alla vostra redazione che mi da l’opportunità di sentirmi quotidianamente tra le mura del Ceravolo, grazie>>.

 

Dora Dardano

 

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