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Sala Stampa

[LE VOCI DALLA SALA STAMPA] “Dobbiamo imparare a crescere”: Auteri nel post-gara

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Scuro in volto e – come sempre – senza peli sulla lingua, Gaetano Auteri si presenta in sala stampa al “Rocchi” per commentare una beffa consumata nell’extratime. La Viterbese ha interpretato la gara nella maniera ideale, una volta sotto, mentre il Catanzaro deve cospargersi la testa di cenere e recitare “mea culpa” per la mancanza di lucidità nel gestire il doppio vantaggio e sfruttare le occasioni per chiuderla. Letale l’espulsione a metà ripresa, che ha infuso coraggio nell’avversario, bravo a crederci fino alla fine.

E’ per questo che il tecnico mastica amaro (per la seconda domenica consecutiva) e si esprime con la schiettezza che da sempre lo contraddistingue: <<Abbiamo avuto la gara in pugno, con la possibilità di portarci sullo 0-3. E’ stato un “delitto”! Abbiamo giocato una grande partita, ma dobbiamo crescere sul piano degli equilibri mentali, dell’esperienza, dello spessore – sostiene Auteri-. L’espulsione di Maita non deve esistere! Avrebbe dovuto evitare, ed è stata la chiave di volta di una partita che stavamo comandando, arrivando a sfiorare clamorosamente il terzo gol>>.

Nel riepilogare i momenti salienti dei novanta minuti, aggiunge: <<Abbiamo cominciato con un atteggiamento guardingo, mentre la Viterbese ci aspettava. E’ vero, inizialmente non siamo riusciti a fraseggiare con velocità, ma c’è stato comunque equilibrio contro un ottimo avversario che, nel primo quarto d’ora, cercava le verticalizzazioni. Non siamo stati inferiori, però da parte nostra spesso manca esperienza, equilibrio mentale>>. E sulle decisioni drastiche (ma motivate) del direttore di gara, osserva: <<Sacrosanta l’espulsione di Rinaldi nel primo tempo. Poi, le altre ce le siamo “andate a cercare” noi>>.

Non manca, inoltre, una stilettata alla classe arbitrale del torneo, quest’oggi rappresentata da Santoro di Messina: <<Trovare arbitri che applichino regole con equilibrio e raziocinio, senza ergersi a protagonisti, è diventato un terno al lotto>>. Interpellato, poi, sugli eventuali limiti caratteriali del suo Catanzaro, Auteri risponde senza fronzoli:  <<L’aspetto mentale non conta! Semmai si tratta di spessore ed esperienza che purtroppo tanti di noi devono fare! Non abbiamo nessun limite mentale, dobbiamo imparare a crescere velocemente e ciò vale per alcuni giovani che non hanno mai disputato campionati per vincere. Speriamo lezioni del genere possano servire>>.

 

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