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“Ricordi quella volta…”: La bandierina di Mario Negro – di Aurelio Fulciniti

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Ci sono le false partenze, ma quella che invece stiamo per narrare è la “falsa partita”. Una partita che si è giocata per davvero, ma che pochi giorni più tardi venne invalidata. E che tuttavia segnò in positivo, anzi, alla grande, la Storia giallorossa.

La partita, Catanzaro – Novara, si giocò il 18 aprile 1976 e terminò con il risultato di 1-1, con reti, tutte nel secondo tempo, dell’ex giallorosso Claudio Piccinetti al 65’ e di Massimo Palanca a cinque minuti dalla fine. Il direttore di gara fu l’arbitro internazionale, signor Riccardo Lattanzi di Roma (che fra le altre partite, in carriera, dirigerà anche la finale di Coppa delle Coppe del 1981). Nel Novara giocavano, fra gli altri, il mitico portiere Claudio Garella, vincitore poi di due scudetti con Verona e Napoli di Maradona, e il “futuro” (allora) giallorosso Leonardo Menichini.

Una partita come tante, dunque, se non fosse che a quindici minuti dalla fine uno dei guardalinee, il signor Marcello Percopo, dopo uno scontro fortuito proprio con Palanca, entrato in campo da pochi minuti, si infortunò gravemente e dovette abbandonare il campo, trasportato addirittura in ospedale. In “aiuto” dell’arbitro, per la sostituzione del guardalinee, si presentò Mario Negro, catanzarese, di professione titolare di una stazione di servizio, ma presente in campo in qualità di fotografo. Il signor Negro mostrò al signor Lattanzi la sua tessera federale di arbitro ed ottenne così l’autorizzazione a sostituire il guardalinee, facendosi collocare sotto i Distinti.

La partita sarebbe finita lì, ma il “caso” fu riportato su tutti i giornali nazionali il 20 aprile, quando si apprese la notizia che il presidente del Catanzaro, l’avvocato Nicola Ceravolo, aveva presentato una riserva scritta, in quanto Negro era stato da poco escluso dai ranghi federali e decaduto, quindi non aveva titolo a sostituire il guardalinee. L’errore tecnico era dunque dell’arbitro Lattanzi e la partita si doveva ripetere.

Lattanzi, al centro

Iniziò così una lunga querelle nelle aule federali, fra il Catanzaro che chiedeva la ripetizione della partita e il Novara che addirittura rivendicava lo 0-2 a tavolino per responsabilità oggettiva. Di chi, non fu dato modo di capirlo.

La tenzone si concluse a metà giugno, quando la Corte d’Appello Federale, la famigerata CAF, diede ragione al Catanzaro.

La partita si rigiocò dunque il 17 giugno 1976, tre giorni prima dell’ultima gara di campionato e sancì la promozione in Serie A dei giallorossi. Il risultato della gara ripetuta? Inutile scriverlo, anche se lo ricordano in tanti. Magari ne riparleremo prossimamente…

 

Aurelio Fulciniti

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