In quello che è il campionato più “pazzo” del mondo, questa Serie C, il Catanzaro domenica affronta la Viterbese nel girone di ritorno… per la prima volta quest’anno. E già, perché la gara di andata non si è ancora disputata e si recupererà il primo maggio. È quindi un avversario totalmente nuovo la compagine laziale, capace però nell’ultimo mese di battere a domicilio Catania e Trapani, quest’ultima in Coppa Italia, raggiungendo la finale del torneo.

LA STORIA

È uno dei punti più alti della società, capeggiata nel passato anche da Luciano Gaucci e Omar Sivori, che ha sempre militato tra dilettanti e serie C. Classica società “di provincia” ha, suo malgrado come molte altre società del genere, cambiato denominazione sociale, ha subito ripescaggi, fallimenti e rinascite. E anche, però, un traguardo storico fermatosi a un passo dalla gloria. È la stagione 2003-2004, come dimenticarla dalle nostre parti. L’ultima promozione in serie B del Catanzaro coincide anche con l’eliminazione ai playoff della Viterbese che, dopo uno splendido girone di andata, cala nel ritorno e si qualifica “solo” per i playoff. Supera la semifinale ma cede al Crotone nella gara più importante della sua storia, gloriosa e… originale. La Viterbese infatti è stata la prima squadra maschile italiana ad assumere una donna come allenatrice: Carolina Morace nel 1998.

I PRECEDENTI

Quella cavalcata del 2003-2004 sui tre colli ce la ricordiamo tutti, soprattutto, ovviamente, per le vittorie. Eppure c’è stata una sconfitta molto bruciante, nel settembre di quella stagione. Alla quinta di andata il Catanzaro viaggia nel Lazio e subisce un secco 2-0 con le rete di bomber Santoruvo e capitan Martinetti. È questo l’ultimo precedente tra le due compagini, che si sono affrontate altre due sole volte nella loro storia. La prima nel 1995, 2-1 per i leoni gialloblu con i gol di Balducci e Cozzella a ribaltare l’1-0 di Di Baia; la seconda, l’anno dopo: vittoria 3-2 per la Viterbese che ancora una volta ribalta lo 0-1 di partenza, siglando tre reti in rapida successione che rendono inutile il 2-3 di Polidori nel finale. Dunque saldo assolutamente negativo con “0” punti in tre trasferte per il Catanzaro.

GLI EX

Se Domenica il rischio di gol dell’ex era alto – e puntualmente si è palesato – stavolta la probabilità si riduce: tra le fila etrusche, Francesco De Giorgi, valido esterno destro, in giallorosso nella seconda parte della stagione passata, autore di un magistrale gol sotto il diluvio a Monopoli, che è valsa praticamente la salvezza. Se si cerca bene però nella storia dei laziali, si nota come da quelle parti abbiano apprezzato allenatori di Catanzaro. Ecco allora l’esperienza di Carmelo Bagnato nel 1994-1995 e di Fausto Silipo nel 2000-2001. Senza dimenticare Gennaro Rambone, gol in giallorosso e allenatore dei gialloblu nella stagione 1970-71.

IL MOMENTO ATTUALE

Nonostante un tour de force che la sta portando a recuperare tutte le gare non disputate all’inizio (per un caos nei calendari) e il cammino fino alla finale di Coppa Italia, la Viterbese è in un buon momento di forma e che in casa va veramente forte. Se poi si aggiunge che ha iniziato a carburare nel girone di ritorno ecco che si capisce che il Catanzaro va ad affrontare una delle squadre più ostiche del campionato che punta decisa ai playoff, per i quali è stata decisamente costruita. Una squadra pronta a scendere in campo al comunale “Enrico Rocchi” con il classico 3-4-2-1 di mister Antonio Calabro. Valentini in porta, Atasanov, Coda e Rinaldi sulla linea difensiva, Zerbin, Coppola, Palermo, Mignanelli e Vandeputte (o Damiani) dietro le due punte Molinaro e Pacilli, ma occhio anche alla sorpresa Tsonev. Molto comunque dipenderà da come i giocatori sono rientrati dalla gara di Trapani che è valsa l’accesso alla finale di Coppa Italia.

 

Francesco Calvano

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