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Catanzaro accoglie Barzagli per il Premio “Nicola Ceravolo”

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Il teatro Politeama di Catanzaro abbraccia Andrea Barzagli, omaggiandolo del Premio “Nicola Ceravolo”, manifestazione giunta alla decima edizione, ideata da Maurizio Insardà.

Per Barzagli è forse il primo riconoscimento da quando ha tolto gli scarpini da calciatore, lui che è stato un’icona della Juventus nonché della Nazionale dell’ultima decade. L’ormai ex calciatore bianconero è l’ultimo in ordine cronologico di una sequela di ospiti illustri: negli anni, infatti, si sono avvicendati i migliori profili del calcio internazionale (elemento difficilmente individuabile in altre kermesse sportive), nonostante la loro scarsa pertinenza con la tradizione dell’US Catanzaro dell’amato Presidentissimo Ceravolo, salvo qualche rara eccezione.

Tuttavia, il difensore toscano sintetizza pienamente i principi di lealtà, attaccamento, trasparenza e sportività, quanto basta per aggiungere il suo nome a quello dei vari Ranieri, Lippi, Capello, Conte, Prandelli, Zanetti, Ancelotti, Spalletti e Mancini. Insomma, poca attinenza con il contesto e con il passato delle gloriose aquile, ma il pubblico ha ugualmente gradito l’umiltà e la signorilità di uno sportivo (campione del mondo a Berlino nel 2006) che non ha celato anche una certa emozione, oltre a tanta gratitudine.

Nell’interloquire amabilmente con Italo Cucci (ecco, l’unico vero “gancio” con Don Nicola”, immancabile nel parterre degli ospiti, ormai), Barzagli ha ripercorso i momenti salienti della sua brillante carriera, tra vittorie e sconfitte (poche, ma pur sempre amare), sciorinando aneddoti e curiosità del suo passato, come la parentesi alla Pistoiese di Pillon quando, giovanissimo, giocò insieme ad Allegri, che lo reinventò difensore. Tra battute e momenti di riflessione insieme a Maurizio Insardà e alla giornalista Marika Giannini, che ha moderato il pomeriggio, Andrea Barzagli ha avuto modo di esporsi circa l’ottimo lavoro del ct azzurro Mancini, soffermandosi in particolare sulla mancanza di bandiere in questo calcio moderno (elogiando in tal senso l’amico Daniele De Rossi) e sui presidenti che vengono dall’estero per investire nel calcio italiano (prendendo spunto dal calabrese Commisso che ha appena acquisito la Fiorentina).

Capitolo Juve: indicando in Buffon, Pirlo e Cristiano Ronaldo i compagni di maggior classe con cui ha avuto la fortuna di giocare, l’ex juventino non poteva non essere pungolato sul “toto-allenatore”, tra la suggestione Guardiola e Sarri, ipotesi più concreta.

Momenti di commozione nel momento in cui è stato reso omaggio alla memoria di Rino Amato, figura di spicco della città e tifoso giallorosso speciale mancato pochi mesi fa, per il quale è stato consegnato un premio simbolico alla famiglia, nella persona di sua sorella Azzurra, premiata da Aldo Costa. Riconoscimento anche per il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri, personalmente consegnato dal presidente della FIGC Calabria Saverio Mirarchi.

Infine, il momento della consegna del “Premio Ceravolo”, da Filippo Ceravolo (una novità, considerando che in passato a salire sul palco era stata la signora Mariella Ceravolo, oggi assente), dopo i saluti del sindaco Sergio Abramo e del presidente del Catanzaro Calcio Floriano Noto, accolto da un’ovazione, il quale ha simpaticamente ironizzato con Barzagli, proclamandosi disposto ad un eventuale ingaggio dell’ex campione qualora decidesse di cambiare idea e non ritirarsi dal calcio, suscitando l’ilarità della platea.

Applausi, commozione, solidarietà e sport. Gli ingredienti pregnanti di una manifestazione ormai divenuta attesa consuetudine dell’agenda culturale della città di Catanzaro.

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