L'avversario di turno Primo Piano

SI GIOCA CONTRO… La Viterbese

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Se vincere può essere un caso, confermarsi di sicuro richiede qualità, determinazione, attenzione, coraggio. Se poi la conferma deve arrivare da un campo sempre ostico, un vero e proprio tabù ecco che la trasferta di Viterbo per il Catanzaro diventa fondamentale. Un vero e proprio esame di maturità dunque quello dell’ “Enrico Rocchi”, stadio che ha visto tante battaglie.

LA STORIA

Battaglie vere e proprie come si confà alle gare di terza categoria, seria dalla quale, suo malgrado, la Viterbese non è mai uscita, pur provandoci in diverse occasioni. Come nell’anno di gloria (giallorossa) 2003-2004. Per il Catanzaro sarà serie B, per i gialloblu “solo” playoff persi col Crotone. Sarà il punto più alto della società laziale che prima e dopo subirà rinascite e fallimenti, salvezze e piazzamenti importanti. Ma mai come quell’annata pazzesca. Un campionato bellissimo soprattutto per il girone d’andata, indimenticabile.

I PRECEDENTI

Indimenticabile anche per il successo su quella che poi sarà la corazzata del girone: il Catanzaro di mister Braglia. Siamo, come stavolta, a Settembre, precisamente il 28 e la Viterbese si impone con un secco 2-0 con le rete di bomber Santoruvo e capitan Martinetti. Sconfitta che fa drizzare le antenne alle Aquile, consapevoli di aver affrontato non uno, ma ben due tabù. Perché se è vero che il Catanzaro non ha mai vinto nel lazio, è anche vero che quando questa sfida si gioca a settembre sono sempre dolori. Come non ripensare infatti ad un altro precedente: nel 1996 Catanzaro – Viterbese si gioca proprio il 22 settembre: finisce 3 a 2. Vantaggio del Catanzaro con una autorete di Perna poi Balducci, Foschi e Pazzaglia ribaltano la situazione e nel finale Polidori accorcia le distanze. Insomma tutti pronti a fare i debiti scongiuri. Gli stessi che sembravano non necessari fino al minuto 93 dell’ultimo precedente col Catanzaro che benchè in nove uomini, era in vantaggio per 2 -1 (Fischnaller e D’Ursi), poi all’ultimo respiro arrivò il pareggio di Atanasov. Questo 2-2 l’ultimo confronto, il primo invece risale al 1995. E ancora successo gialloblu, ancora nei minuti finale grazie a un rigore di Cozzella che con Balducci ribaltarono il vantaggio di Di Baia.

GLI EX

Nomi nostalgici, che fanno ritornare la mente indietro col tempo. Soprattutto a Fausto Silipo, pilastro della storia giallorossa e allenatore per una stagione del leone. Meno romantiche ma di sicuro ricordate dai più attenti le storie dei due ex della gara: Franceso De Giorgi e Nicholas Bensaja, carneadi in anonime stagione con la maglia giallorossa.

IL MOMENTO ATTUALE

Ma di certo con la voglia di essere protagonisti nel match di domenica, che vuole rappresentare il riscatto per gli uomini di Lopez (che sarà squalificato per due turni) reduci da due sconfitte di misura dopo un ottimo avvio di stagione. La Viterbese infatti quest’anno ha iniziato con due vittorie, la seconda delle quali espugnando il “S.Nicola” di Bari. Qual è dunque la vera Viterbese? Quella scintillante degli esordi o quella che sta faticando di recente? Poche ore e lo sapremo, quello che è certo che sono le assenze in casa gialloblu. E sono pesanti: dopo l’attaccante Tounkara, si è fermato anche il centrocampista De Falco che si va ad aggiungere a Corinti e Palermo. Spazio dunque a molti volti nuovi dal mercato, anche se alcuni non sembrano essere ancora pronti. Ma un undici ovviamente scenderà in campo e con molta probabilità sarà un 3-5-2. In porta Vitali poi De Giorgi, Atanasov, Markic in difesa. A centrocampo Bezziccheri Antezza, Besea ed Errico sembrano sicuri del posto, resta da risolvere il rebus di vice De Falco con Milillo in vantaggio. Scontato l’attacco con Volpe e Pacilli bocche di fuoco.

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