L'avversario di turno Primo Piano

SI GIOCA CONTRO… La Reggina

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Reggina – Catanzaro, da dove partire? Eh, gran bella domanda. E si, perché “u classicu” –  come viene definito il derby tra amaranto e giallorossi – racchiude in sé innumerevoli motivi di interesse. Attuali, vista la classifica, uguale, delle due compagini e storici, considerati i molti eventi che hanno cambiato il destino calcistico e non solo delle due compagini. E allora si potrebbe iniziare a parlare di questo come il vero derby di Calabria, dato che è quello che più volte si è disputato in serie B (20). Oppure si potrebbe raccontare del “colpo gobbo” Palanca, destinato alla Reggina e finito, per una piccola clausola, al Catanzaro. Si potrebbe anche dire del tentativo di corruzione al giallorosso Ziletti – siamo nel 1952 – che costò la retrocessione agli amaranto. Si potrebbe narrare pure di due tifoserie, strano ma vero, gemellate un tempo.  E poi, in tempi più moderni, la “vendetta” del reggino Giuseppe Cosentino che compra il Catanzaro per sfidare il collega imprenditore Lillo Foti.

LA STORIA

Quello che però è imprescindibile raccontare sono le sfide degli anni ‘70 quando i derby non erano solo una battaglia per la supremazia nel calcio, ma vere e proprie guerre per il comando politico, economico e sociale della regione. Era, infatti, il periodo della lotta per il titolo di capoluogo, del “boia chi molla”, dei martiri per una guerra fratricida ma dalla vitale importanza. Così, si assiste a celeberrimi derby che devono significare potere e forza in tutti i campi. E sarà una delusione totale per i reggini con Catanzaro che, al successo per essere diventata la città amministrativamente più importante della Calabria, aggiunge quello del raggiungimento della serie A. Una doppia sconfitta bruciante, rivendicata a cavallo degli anni duemila quando la storia della Reggina svolta in maniera clamorosa. Il già citato presidente Foti, dopo anni di apprendistato in B, azzecca la stagione giusta e il 13 giugno 1999 festeggia la promozione in serie A. E’ la seconda squadra calabrese a riuscirci, inutile dire chi fu la prima. Ma la “beffa” per il Catanzaro si materializzerà negli anni a seguire quando gli amaranto diventeranno una realtà del massimo campionato al quale parteciperanno per nove volte, due in più dei giallorossi. Stagioni piene di grandi successi e soddisfazioni con l’apice nel campionato 2006 – 2007. La Reggina coinvolta in “calciopoli” parte con una penalizzazione di -11 e viene data per spacciata. Ma grazie al suo allenatore, Walter Mazzarri, e alla coppia d’oro Amoruso – Bianchi (35 gol in due) riesce a ottenere la incredibile salvezza.

I PRECEDENTI

La Reggina insomma se la gode in serie A mentre il Catanzaro annaspa in quarta serie, ecco perché i precedenti tra le due squadre hanno un gap lungo venti anni. Prima del 2015, infatti Catanzaro e Reggina si sono affrontati molto spesso fino ai ruggenti anni ‘90. E quasi sempre ad avere il sopravvento sono stati gli amaranto, specie nelle sfide disputate tra le mura amiche. Il bilancio infatti al “Granillo” è impietoso: su 29 incontri 14 successi reggini, dieci pareggi e solo 4 vittorie del Catanzaro. Ma che emozioni nell’ultima: il 3 febbraio scorso il Catanzaro s’impone 4-3 dopo con il tentativo di rimonta quasi riuscito degli uomini di Cevoli dopo che il primo tempo perdevano 4-0. È il derby col punteggio più alto, l’ultimo di una lunga serie. Si parte nel 1930/31 con la Reggina che allora batte 2-0 quella che ancora si chiama Catanzarese. Passano 15 anni e alla prima sfida in serie C s’impone il Catanzaro per 2-1. Altri tre lustri e le due squadre si ritrovano in serie B per la prima volta e in casa la Reggina s’impone per 1-0. Storico poi quello che accade nel 70/71. Il derby di andata si gioca in campo neutro a Firenze e vede vincere la Reggina per 1-0, rete di Sironi. Il ritorno, incredibilmente per i reggini, sarà inizialmente deciso di giocare a Catanzaro, da poco nuovo capoluogo di regione, a discapito proprio di Reggio. Ma dopo la vibrante protesta di oltre mille reggini imbufaliti, sarà disputato anch’esso a Firenze (e finì 1-1 per la cronaca). Da allora tante altre sfide fino ad arrivare al 1990, ancora in serie B e ancora con una vittoria amaranto (3-1). Poi lo stop lungo vent’anni ripreso – ahinoi – nel 2015 con stesso medesimo punteggio in favore dei cugini a segno con Maimone, Di Michele e Viola che rendono vano il momentaneo pareggio di Razzitti.

 GLI EX

Nessuno di loro, ora, fa parte delle rispettive compagini mentre Mattia Maita in quel derby e in quelli a seguire c’era e come e vestiva giallorosso, esattamente come ora. E lo fa da ex, essendo infatti stato anche un giocatore della Reggina, nella quale è nato calcisticamente. Esperienze amaranto però anche per Lorenzo Di Livio e soprattutto per Manuel Fischnaller, 61 presenze e 7 gol in riva allo stretto, e Andrea Bianchimano 14 gare e 6 realizzazioni. Lo stesso attaccante giallorosso ha dichiarato di esultare in caso di gol al “Granillo”.

IL MOMENTO ATTUALE

Saranno loro, più tutti gli altri, a tentare il colpaccio, a far piangere per la prima volta in stagione la Reggina. Gli amaranto sono infatti l’unica squadra imbattuta del girone. Eppure la classifica dice che gli uomini di Mimmo Toscano, hanno gli stessi punti delle Aquile che però di sconfitte, ne hanno già subite due. Il motivo risiede nei quattro pareggi, tutti per 1-1, ottenuti in trasferta. Una perfetta media inglese che fa stare felici i tifosi se si pensa che dopo otto giornate due di queste gare lontane dal “Granillo” sono state con le corazzate Bari e Ternana. Il Catanzaro dunque è il primo vero banco di prova tra le mura amiche, diventate fortino in questo inizio di stagione. Un fortino dove mister Toscano ama schierare i suoi con il classico 3-5-2. Nel quale rientro fondamentale dovrebbe essere quello del centrale difensivo Bertoncini. Mentre un altro pilastro Garufo, sembra essere fuori dai giochi e non dovrebbe sedere nemmeno in panchina. Dove ci sarà, ancora una volta, German Denis, bomber di razza che ha calcato importanti palcoscenici di serie A, Napoli su tutti. Ma la Reggina davanti ha abbondanza così un’altra ex star delle serie A Reginaldo dovrebbe fare coppia con il “vecchio marpione” della categoria, Simone Corazza. E allora il 3-5-2 dovrebbe così scendere in campo così: Guarna  in porta protetto  da Loiacono, Bertoncini e Rossi, con Rolando e Bresciani sulle corsie laterali. In mezzo al campo dovremmo trovare De Rose e Bianchi, con Bellomo a supporto di Corazza e Reginaldo.

 

Francesco Calvano

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