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Logiudice torna a parlare – Il Punto

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Tanto tuonò che piovve!

Finalmente la società giallorossa, da troppo tempo rinchiusa in se stessa – ufficialmente a protezione della concentrazione necessaria a centrare alcuni obiettivi sportivi, ma in sostanza a difesa delle proprie scelte rivelatesi al momento errate -, ha deciso di far sentire la sua voce per bocca non del presidente Noto bensì del Ds Pasquale Logiudice.  

Quest’ultimo, inibito fino al 31 ottobre per i fatti avvenuti nel post playoff contro la Feralpisalò, era scomparso dai radar sempre per evidente e precisa scelta societaria.

Tuttavia, chi si aspettava qualche importante comunicazione, magari circa  propositi nuovi e sulla scorta degli errori commessi è rimasto deluso. Il ds, infatti, si è cimentato in un discorso di circostanza, limitandosi – questo va detto – a non negare l’evidenza e paventando, altresì, il suo possibile addio alla fine di questo torneo.

 

 “Generalmente, all’inizio del mercato un direttore sportivo deve parlare – l’incipit del dirigente delle aquile – ma  dopo la partita con la Feralpisalò, non ho potuto rilasciare dichiarazioni e successivamente alla squalifica ho preferito non parlare per non alimentare situazioni  – nel frattempo – venutesi a creare”. Sulle quali Logiudice pone subito l’accento: “E’ necessario tornare un attimo indietro perchè in questo periodo sono state dette tante cose più o meno esatte precisando che al termine dello scorso campionato si è deciso di ripartire da mister Auteri per essere coerenti con il progetto biennale.  Riconfermati 12-13 elementi, ceduto – e non poteva essere altrimenti date le cifre – D’Ursi  non abbiamo riconfermato Iuliano e Furlan. Quest’ultimo, a fronte di una proposta di rinnovo,  ha fatto una scelta rispettabilissima e al posto suo è arrivato un portiere che ha fatto  la Serie B. Vincendo la concorrenza di squadre della cadetteria e di compagini di altri gironi di C, abbiamo preso una certezza come Martinelli, abbiamo altresì preso Urso e Di Livio che avevano già lavorato con  Auteri in passato. Sono arrivati Nicastro – che negli ultimi anni aveva fatto sempre la B -e Mangni che aveva segnato 11 gol con il Monopoli e poteva essere un’operazione stile D’Ursi. Bianchimano aveva la stima della società e dell’allenatore che più volte aveva affermato come potesse essere il nuovo Castaldo.  Poi è normale  che nel mercato ci sono cose che si possono fare e altre meno. Ad esempio, ci sono stati due calciatori che hanno dichiarato di preferire altre piazze e ci dobbiamo chiedere tutti il perché. L’unico ruolo che non abbiamo coperto era il centrale di sinistra. Avevamo effettuato un’offerta economica importante a Ligi ma ha preferito rimanere a Carpi>>.

 Quindi un passaggio sulla tifoseria: “I tifosi non c’entrano. È bello prendere gli applausi ma è anche giusto ricevere le critiche.  Non comprendo però qual è l’obiettivo di parte dei tifosi che aspettare la sconfitta”. Prosegue, poi, con un mea culpa: “Quando parlo di unità è giusto dire che anche noi in questo periodo ci siamo resi poco simpatici e mi assumo le responsabilità. I giocatori devono trovare le giuste convinzioni perché giocare a Catanzaro non ha lo stesso valore rispetto ad altre piazze visto il loro curriculum. In questi ultimi tre mesi è stato uno sfracello. Al primo posto ci deve essere il Catanzaro.  Vorrei un clima più disteso perché questi lunghi processi non portano a nulla. . Noi toglieremo il silenzio stampa e alla fine dell’anno la società compirà le sue valutazioni”.

A proposito di bilanci e di futuro – anche del proprio –  Logiudice ha osservato: “Ci sono altri sei mesi e noi non ci aspettavamo assolutamente di svolgere questo tipo di stagione perché  abbiamo una rosa di valore, molti dei quali ci hanno portato al terzo posto l’anno scorso. Pensavamo di recitare un ruolo da protagonisti e pertanto cercheremo di recuperare terreno. Ci sono altre 19 partite ed abbiamo l’obbligo di provare a dire la nostra. Per quanto concerne il mercato invernale la società mi ha dato delle direttive. Prima bisogna cedere e poi acquistare calciatori funzionali al gioco di mister Grassadonia. Siamo passati da un’idea di gioco di un allenatore a quella di un altro. Il discorso sul mio contratto non conta. Io ho strappato nel 2007 un contratto triennale ”. 

Sulla tanto dibattuta questione dell’esonero di Auteri: “E’ innegabile che Auteri ha creato molto entusiasmo ma su questo punto  è stata chiara la società. Non sarà di certo il primo allenatore esonerato. Dopo la partita con la Juve Stabia non è stata una parte finale esaltante ed in seguito ai playoff se avessi avuto dei brutti rapporti con lui sarebbe stato facile mandarlo via. Lui aveva due anni di contratto io uno. Io non ho confermato Pancaro per prenderlo. L’ho confermato quest’anno anche se parte della società non voleva. Io ho la mia vita, lui la sua ma non è vero che non andavamo d’accordo. Anzi, se non resterò qui il prossimo anno sarà proprio per averlo confermato. Non è mai arrivato un calciatore di cui Auteri non fosse a conoscenza. Quindi sulla scelta ricaduta su Grassadonia: “Il mister  viene da due buoni campionati di Serie B ed abbiamo deciso di optare per lui”.

In ultimo Logiudice si esprime sui malumori dell’ambiente nei suoi confronti: “Vivo a Catanzaro ormai da oltre 15 anni e questa la considero la mia città. Con la società c’è sintonia e sappiamo bene da dove arrivano le conferenza critiche al mio operato ma – volendo fare un suo personale consuntivo in giallorosso –  io ho sempre messo la faccia nei momenti delicati come l’anno scorso quando indissi una stampa prima di Catania. Sono ritornato con entusiasmo 2 anni e mezzo fa con una brutta gatta da pelare. Se nello scorso campionato siamo arrivati terzi un po’ di meriti penso di averli anche io. Poi il calcio non è una scienza esatta e sono amareggiata del mancato rendimento anche perché qualche giocatore riconfermato è sottotono quest’anno Ma  non mi aspettavo tutto questo nella mia città. Io sono quello che ha costruito la squadra del 2003 che vinse il campionato. Però sembra eccessivo affermare che il mercato di giugno è stato sbagliato anche perché questo è un campionato decisamente più competitivo di quello dell’anno scorso. Purtroppo lo spartiacque per noi è stata la sconfitta di Reggio Calabria e da lì in poi abbiamo perso delle certezze”.

Gregorio Buccolieri

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