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Auteri torna: l’ora di prendere parola

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Che mister Gaetano Auteri non fosse stato mai un uomo banale era un notorio. Nei suoi incontri con la stampa, al pari della qualità del gioco delle sue squadre, non ha mai espresso contenuti scontati. Ma in questa occasione, lo special one di Floridia, visibilmente provato dall’esperienza dell’esonero in giallorosso, non si è nascosto ed anzi si è fatto apprezzare anche per una spiccata umanità.

“In questi tre mesi tante cose sono cambiate, ed anche questa squadra è cambiata! Certamente è forte quanto la precedente – anche se questa estate non siamo stati bravissimi nella costruzione – ma ho trovato un gruppo giù di morale e non vorrei che questo atteggiamento possa coinvolgere anche i nuovi, arrivati da pochissimo. Ho fatto dei colloqui individuali con tutti per capire meglio le loro condizioni”.  

Poi continua: “Dobbiamo resettare tutto perché il punto è che prima c’era molto più tempo, adesso tempo ce n’è di meno e soprattutto c’è tanto distacco dalle prime posizioni e quindi serve lavorare tutti insieme, cambiare atteggiamento e tornare a essere squadra. Ma tocca a noi dirigenti dare i giusti indirizzi”.

Sul grande affetto dimostrato dal pubblico, accorso numeroso in quel di Giovino per assistere al primo allenamento dell’Auteri ter: “Sono rimasto sorpreso, gli elogi mi imbarazzano. Il nostro dovere è far ritornare la gente allo stadio”. Prosegue commosso: “Sono tornato tra mille dubbi, una notte non ho chiuso occhio perché non ero sicuro, ma abbiamo chiarito tante cose ed è prevalso l’entusiasmo verso il lavoro che faccio. Questa maglia in qualche modo me la sento cucita addosso. Dai rapporti che si deteriorano possono nascere nuove spinte. Sono emozionato, la sento dentro di me”.

Immancabili, poi, le domande sul calciomercato, che per il Catanzaro è stato scoppiettante, e sulle eventuali operazioni ancora da compiere e sulle conferme di giocatori in organico dati per sicuri partenti (Urso e Di Livio): “Ora tocca essere uomini, gli atteggiamenti di tipo vittimistico non vanno bene.  Le motivazioni non devono venire necessariamente dall’esterno, ma dal nostro profondo. Resetto tutto, voglio solo vedere e valutare, non parole, ma fatti. Fischnaller era in sede per firmare il trasferimento, ho provato a fermarlo. Ci siamo abbracciati e lui mi ha detto di non metterlo in difficoltà perchè ha fatto una scelta di vita legata all’ambito familiare. La società era disposta ad allungare il contratto e adeguare il contratto. Aveva voglia di restare, ma sono prevalsi aspetti personali”. 

In ultimo, il mister, non prima di aver raccontato come ha trascorso questo periodo di riposo forzato, ha chiuso ogni polemica circa la ridda di voci circolate in merito alle motivazioni che hanno portato al suo esonero: “Ho passato questi 3 mesi con mia madre di 90 anni. Mano nella mano a farci le passeggiate in campagna e fare la pizza nel forno a legna. Ho pensato a curare gli affetti”. Conclude: “Sono state dette cose da fantascienza! Ci sono cose vere però: abbiamo avuto tanti disaccordi con la società da cui sono scaturite tensioni eccessive. Mi sono sentito solo! La confusione ha creato attriti pesanti e ci sono stati momenti in cui facevo fatica a vedere il  presidente, mi toglieva il sorriso vederlo! Ma siamo in grado di stare insieme, perché abbiamo educazione, rispetto. L’essere stato richiamato è sinonimo di fiducia reciproca. Non mi aspettavo un esonero così brusco e mi sono sfogato anche pesantemente nei confronti della famiglia Noto. Ho chiesto scusaHo pensato di aver subito un’ingiustizia e ho reagito esagerando. Con Logiudice, prima dell’esonero, sempre un rapporto normale, di stima reciproca. Non c’erano mai stati problemi! Io so stare al mio posto, e nonostante quanto è stato detto, io non ho mai fatto il mercatoDopo il mio esonero abbiamo esagerato tutti”. 

Gregorio Buccolieri

 

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