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Contessa e l’entusiasmo ritrovato

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Classe ‘90, Sergio Contessa da tre partite veste la maglia giallorossa. Arrivato come molti altri suoi compagni dal mercato di gennaio, è reduce dalla seconda vittoria consecutiva con la nuova squadra con la quale si sta preparando per quello che si spera possa diventare la terza vittoria consecutiva.

La cura Auteri sta dando i suoi frutti ed é lecito dunque chiedersi cosa con Grassadonia non abbia funzionato: ”Grassadonia l’ho conosciuto poco, tra la partita di Monopoli e quella di Teramo. L’arrivo di Auteri ha riportato entusiasmo e la squadra ha capito che bisognava dare una svolta, una sterzata sia alle prestazioni che ai risultati che sono quelli che conteranno nei prossimi tre mesi per raggiungere la posizione  ideale per affrontare i playoff al massimo”.
Un assetto e una grinta ritrovata, dunque, quella delle aquile che hanno bisogno di conoscersi e assestarsi: “Sappiamo di essere una squadra di livello e la società ha fatto uno sforzo enorme per portarci qui e ci aspettiamo di fare il massimo in questi mesi e il massimo può essere solo la promozione”.

Un lungo corteggiamento e un arrivo incerto fino all’ultimo quello di Contessa, quando la Feralpisalo’ finalmente lo ha svincolato: “La mia volontà era quella di venire, il mio era un problema legato alla vecchia società, nel momento in cui  c’è stato il via libera ho preso le valigie e sono sceso”.
Ma com’era l’aria negli spogliatoi durante la gestione di Mister Grassadonia? “Arrivato qui avevo percepito che l’aria fosse un po’ pesante soprattutto perché i giocatori non erano contenti di come stessero andando le cose. Io credo che chiunque venga qua abbia la volontà di arrivare in alto, nelle prime posizioni.
Anche i nuovi acquisti che vengono da ambienti differenti hanno voglia di riscatto e penso abbiano dato nuova linfa e l’ambiente ha rinnovato quell’entusiasmo che stava mancando dalle settimane precedenti”.

Nuova energia e si vede, ma il cambio di panchina ha comportato anche un ritorno tattico: “Io un 3-4-3 non l’ho mai fatto. Ho sempre giocato con un 3-5-2 che é poi difensivista dove ho meno possibilità di segnare. Invece col modo di giocare di Auteri ho più possibilità di segnare ed è più congeniale alle mie caratteristiche”.

Inevitabile il raffronto dal punti di vista tecnico e umano delle squadre dei vari gironi provenendo il terzino, dal girone A del nord Italia.
“Le piazze del sud hanno un amore viscerale e quindi sono anche meno  pazienti, al nord in moltissime realtà ci sono squadre che hanno pochissimi tifosi. Ma anche nelle piazze in cui la gente partecipa ha un modo di fare differente che non è detto sia il migliore, è una statistica che lascia il tempo che trova”.

Dora Dardano

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