L'avversario di turno

SI GIOCA CONTRO… La Viterbese

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Quattro incontri diretti in otto mesi, e tutti di campionato. Forse non sarà un record, ma il match di domenica rende sempre più Catanzaro – Viterbese una classica di serie C. Il motivo? Le ambizioni, i sogni e i progetti di entrambe le società, al momento, non sono state rispettate. Due sodalizi che da qualche anno a questa parte stanno provando a fare il salto di qualità e, quindi, di categoria ma senza fortuna. Certo, non sarà solo colpa della dea bendata, ma di sicuro anche in questa stagione giallorossi e gialloblu ci proveranno. Ma solo tramite playoff, visto che la vetta sembra irraggiungibile.

LA STORIA

Playoff, una parola tragica più che magica per entrambi. La maledizione che accompagna gli spareggi promozione del Catanzaro, infatti, è fin troppo nota sui tre colli, ma anche dalle parti di Viterbo non scherzano mica. Come non ricordare, ad esempio, la stagione 2002-2003 con la cadetteria che vola via nella finale playoff contro il Crotone.  Lo scorso anno, invece, i leoni uscirono ai quarti di finale. Ma, almeno i gialloblu, prima squadra italiana maschile ad assumere una allenatrice donna, Carolina Morace, si sono consolati con la vittoria della Coppa Italia, primo trofeo della società, ottenuto battendo la corazzata Monza del presidente Berlusconi.

I PRECEDENTI

Un “impegno” che destabilizzò un po’ il campionato della Viterbese e sconvolse tutto il calendario. È in quel periodo, infatti, che si disputano due gare ravvicinate col Catanzaro. In quella del “Ceravolo”, lo scorso maggio, si imposero le Aquile 2-0. Era la prima vittoria giallorossa dopo molto tempo, dato che nei tre precedenti incontri c’erano stati un pareggio, una sconfitta e una sola vittoria, risalente al lontano 1996. Viterbese sempre ostica dunque, come dimostra anche la gara di andata, vinta dai leoni 2-1, prima sconfitta stagionale di Auteri.

Atanasov-Celiento-Monopoli-Foto Cosimo SimonettaGLI EX

Lo stesso mister era presente, e dovette recriminare come tutti, anche ad Aprile dello scorso anno, quando a Viterbo un certo Zhivko Atasanov allo scadere firmò un pari rocambolesco. Oggi il difensore veste giallorosso da qualche giorno e si trova subito di fronte i suoi ex compagni. Si troverà invece di fronte la sua vecchia società e, forse qualche collega con cui ha diviso lo spogliatoio, Daniele Celiento, capitano per due stagioni in terra laziale. Dall’altra parte ex più di lunga data Francesco De Giorgio e Nicholas Bensaja.

IL MOMENTO ATTUALE

Tutti o quasi dovrebbero essere in campo domenica per una gara particolare. La prima a mercato di riparazione chiuso, la prima di quello che viene definito un nuovo campionato. Ma particolare anche perché segna il ritorno al “Ceravolo” di Gaetano Auteri, dopo l’esonero dello scorso autunno. L’avversario non è dei più semplice e forse questo è un bene per il Catanzaro. Proprio perché squadra in forma, batterla sarebbe una buona iniezione di fiducia. Ma non sarà facile superare una squadra che nelle ultime 4 gare ha una perfetta media inglese con due vittorie (Picerno e Catania) e due pareggi –  Bari e Paganese -.  Un inizio 2020 iniziato dunque alla grande per gli uomini di Calabro che vuole allungare la striscia positiva. Per farlo dovrà essere bravo a risolvere i problemi che l’infermeria ha portato con sé nell’ultimo periodo. L’assenza che pesa di più è quella di Volpe, ma da non sottovalutare anche quelle di De Falco e Palermo. In dubbio pure Besea e Bianchi. Stanti così le cose, allora l’undici anti Catanzaro dovrebbe vedere Pini in porta, Markic, Baschirotti e Bianchi in difesa; nel centrocampo a 5 dovrebbero trovare spazio Bensaja, Molinaro, Sibilia, Errico e De Giorgio. Davanti le due punte Tounkara e Bunino.

 

Francesco Calvano

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