Sala Stampa

Arrivare in fondo, sfatare la maledizione: Corapi suona la carica

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Si apre la settimana che condurrà alla partita. Finalmente il campo, il pallone, anche la chiacchiera tra tifosi generata via social (in attesa di potersi ritrovare al bar o a fare salotto, finché perdurerà il distanziamento fisico). Neanche sembra vero, dopo oltre cento giorni d’astinenza. E ad accompagnare alla ripresa del calcio giocato, che da queste parti – e non solo – significa playoff, le parole del capitano, Francesco Corapi.

Playoff, sì… ma l’avversario?! Ecco, una delle incognite, se non l’incognita per eccellenza del momento, resta questa. Già perché il destino del Catanzaro è legato alla finale di Coppa Italia tra Ternana e Juve Under 23 che si disputerà giorno 27. Ma ad aumentare le insidie, l’anticipo di 24 ore del match che i giallorossi disputeranno con Teramo o Avellino, elemento che consentirà di preparare un incontro senza correlarlo alle caratteristiche dell’avversario, perlomeno fino a tre giorni dalla gara, fissata per il 30 giugno.

Rabbia e voglia, dunque, costituiranno l’elemento traino, anche stavolta, dal momento che non si potrà andare troppo per il sottile, visto che ancora non è il caso di avanzare discorsi tattici e, soprattutto, la condizione dei calciatori (di tutti i calciatori) non sarà certo delle migliori: troppo tempo trascorso lontano da un rettangolo verde, da spazi ampi, senza allenarsi in base ai movimenti del compagno o alla marcatura dell’avversario, per esempio.

Ciccio Corapi parla da condottiero in campo, dunque, nel suo intervento pomeridiano in video-conferenza. Parole da leader, di chi ne ha viste e vissute troppe per non provarci, nonostante le difficoltà. Anzi, dalle difficoltà possono venir fuori le opportunità, le sorprese. E chi sostiene che le Aquile faranno un “tentativo” senza mordente, sbagliano, ma di grosso.

No, gli uomini di Auteri sono ambiziosi, stando a quanto afferma il capitano giallorosso, consapevole di quelle che sono le avversità, le responsabilità, perciò determinato a rendere onore al nome glorioso dell’US, allo stemma che porta sul petto. Anzi, ironizzando un po’, parafrasando Corapi potrebbe essere l’anno buono per sfatare la maledizione playoff: “Possiamo fare bene”, dice e per “far bene”, intende “vincere“.

Pur perplesso su questo format di spareggi, sull’ipotetico avversario, il centrocampista catanzarese non ha preferenze. Il limite è allenarsi senza contestualizzare il lavoro, ma ciò in fin dai conti non importa più di tanto: testa bassa, sudore che gronda dalla fronte, il Catanzaro c’è e vuole arrivare in fondo.

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